Riceviamo e integralmente pubblichiamo:


Egregio direttore,
Questa sera, dopo che il telegiornale ci ha propinato la quotidiana dose di paure e di speranze che domani serviranno anche a decidere gli andamenti del mercato borsistico, ho ricevuto la telefonata di un mio amico che mi ricordava che domani, 4 novembre, ci ritroveremo al monumento ai caduti di Corso Umberto per rendere omaggio al simbolo che ci ricorda i caduti della guerra vittoriosa e, con essi, i caduti di tutte le guerre.
Noi che siamo più avvezzi a ricordare le sconfitte per un ancestrale sentimento di vittimismo, dimentichiamo troppo facilmente che talvolta siamo stati vincitori.
La prima guerra mondiale, quando frequentavo le scuole elementari e poi le medie inferiori, veniva ricordata nelle aule perché essa aveva consentito con le terre irredente di Trento e Trieste del Trentino e del Friuli, di parte della Dalmazia di completare il processo di unificazione dell’Italia.. In quegli anni ho imparato a conoscere i nomi di Francesco Baracca, Cesare Battisti, Nazario Sauro, Enrico Toti, Gabriele D’Annunzio, Fabio Filzi, Damiano Chiesa i quali col loro eroismo, col loro sacrificio contribuirono a dare prestigio all’Italia.
Spesso nelle aule senza riscaldamento cantavamo l’inno del Piave, ancora lo ricordo “Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il ventiquattro maggio, l’esercito marciava per raggiungere la frontiera, per far contro il nemico una barriera…….”
Poi ancora riascolto attraverso il registratore della vita, che ognuno di noi ha dentro di se,  i luoghi che ci venivano ripetuti all’infinito: Caporetto, l’Isonzo,  Monte Grappa, Monte Pasubio ……
Il Sacrario di Redipuglia, uno dei più grandi al mondo, ove riposano 100.000 soldati italiani caduti nella Grande Guerra.
Poi, ancora, il Monumento al Milite Ignoto, nel complesso monumentale del Vittoriano a Roma, ove è sepolto un soldato sconosciuto la cui salma venne scelta, tra altre sconosciute, da una mamma che aveva perso in guerra il proprio figlio di cui non si era ritrovato il cadavere. Quel soldato prescelto tra altre undici salme rappresenta simbolicamente tutti i caduti in guerra.
Il silenzio colpevole di una scuola che ha dovuto rispondere ad indirizzi politici contrari all’amor patrio, all’eroismo, contrari al sacrificio di uomini che hanno fatto grande l’Italia sfidando il nemico e gli impervi sentieri delle alpi, è calato, quel silenzio, per avvolgere nell’oblio eroi il cui ricordo  ha accompagnato la nostra infanzia e la nostra giovinezza.
Domani, 4 novembre, è la loro festa che condividono con le Forze Armate. Sarebbe bello se in un futuro non lontano il 4 novembre fosse l’unica  festa anche di tutte le forze dell’ordine italiane: Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza a dimostrare la validità del concetto unitario in un momento ed in un’Italia che in parte guarda a forme preoccupanti di divisioni.

Anche Canicattì  commemora il 4 novembre. Un corteo partirà dal Palazzo di Città alle 10. La ricorrenza assume particolare significato quest’anno in concomitanza con il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Anche per questo, la Fondazione Invalidi e Mutilati di Guerra, l’Associazione Famiglie dei Caduti e Dispersi e l’Associazione Combattentistica e d’Arma, promotori della cerimonia, si aspettano un’adeguata partecipazione popolare. “Ricordare, onorando i nostri caduti di tutte le guerre – ha commentato Leonardo Di Stefano – è un atto doveroso nei confronti di coloro che hanno sacrificato la loro giovane vita in difesa e per il bene supremo della Patria”.

Oggi, 4 novembre 2011, alle ore 10.00, presso la Villa Bonfiglio di Agrigento, si celebrerà il “Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate”, alla presenza delle più alte cariche istituzionali civili, religiose e militari della Provincia.

Alla cerimonia oltre alle rappresentanze delle FF.AA. e delle FF.PP. parteciperanno anche studenti delle Scuole ad indirizzo musicale della città di Agrigento e precisamente degli Istituti Comprensivi “Castagnolo”, “Garibaldi” e “Pascoli” unitamente agli scolari del 1° Circolo Didattico.

La ricorrenza quest’anno assume particolare importanza in quanto coincide con i Festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.