Si assottiglia il patrimonio artistico di Campobello di Licata che nella giornata di sabato ha subìto una altra grave perdita per il furto di una piccola tela esposta ai fedeli in fondo alla navata di destra del maggiore tempio cittadino.
Stupore, sgomento e rabbia sono le prime reazioni all’inqualificabile gesto sacrilego perpetrato in modo silente da ignoti ladri di opere d’arte.
La tela raffigurante la Madonna con Bambino tra San Domenico e Santa Caterina è stata asportata dalla originaria cornice con il tradizionale metodo del taglierino.
Tempestiva comunicazione è stata data dall’arciprete don Calogero Montana alla locale stazione dei Carabinieri per le ricerche e le indagini di rito.
La tela di autore ignoto è riferibile alla metà dell’Ottocento e sembra ascrivibile alla Scuola del Provenzani, ormai in decadenza artistica, perciò il suo valore commerciale è contenuto.
Raggiunto dalla nostra redazione ed informato dell’accaduto, il prof. Calogero Brunetto Vice Presidente della Società Agrigentina di Storia Patria ha così commentato l’evento: “Come campobellese sono rammaricato ed indignato per la perdita che ha subito il patrimonio artistico della nostra comunità. Un grave atto che porta alla memoria un altro furto perpetrato nella Chiesa Madre di una bellissima tela raffigurante San Giuseppe con il Bambino dormiente attribuita al grande pittore del Settecento Domenico Provenzani, un tempo posta nell’altare del SS. Sacramento e poi rimossa nel 1940 per lasciare posto alla statua del Sacro Cuore.”
Continua il Prof. Calogero Brunetto: “ sono amareggiato anche perché l’opera rubata l’altro ieri non è stata inserita nel mio libro Arte a Campobello di Licata dal XVII al XX secolo, ciò per motivi di spazio nell’impaginazione del testo che mi ha indotto a riportare le opere più significative dell’arco temporale in esame. Comunque, sono convinto che essa è difficilmente commerciabile in quanto pur non pubblicata nel mio catalogo è stata schedata dalla Curia Vescovile di Agrigento nell’ambito dell’inventario generale delle opere d’Italia promosso dalla CEI qualche anno fa. Dell’opera siamo in possesso della foto che la ritrae e quindi potrà essere utile al Nucleo Operativo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC). Nell’attesa di un suo eventuale ritrovamento l’arciprete Montana mi ha espresso la volontà di fare una copia della tela e di collocarla nell’abituale posto”.
Foto dell’opera trafugata:













