Siamo ancora e sempre tra gli ultimi come qualità della vita. Agrigento si conferma maglia nera nel dossier realizzato dal Sole-24 Ore che, da oltre 15 anni, misura la qualità delle 103 province italiane attraverso una serie di dati statistici elaborati in 36 classifiche. Dal reddito all’occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero, nel ritratto dell’Italia siamo al 101esimo posto. Ultima Foggia (107). Magra consolazione per chi deve trovarsi da tempo con un centinaio di posti di distacco dalla prima in classifica, che stavolta è Bologna. Ultimi o tra gli ultimi 10 posti in classifica per ogni ambito di analisi, in questa classifica siamo raffrontati anche in termini di indice di “felicità”, ovvero tenendo conto della preoccupazione della popolazione rispetto al problema inflazione e al problema lavoro. Il nostro indice di percezione sull’aumento dei prezzi si attesta intorno al 20,3 per cento, ponendoci tra le province più sensibili al problema, così come sula gravità di reperire un lavoro, una questione che tiene in allerta il 70% della popolazione. Così anche l’indice di percezione dei problemi su assistenza sanitaria, servizi, ambiente e inquinamento: 94esimo posto per Agrigento per la gravità che la popolazione attribuisce al livello assicurato. Interessante anche il rilievo su come gli agrigentini percepiscono un miglioramento del loro livello di vita rispetto a due o tre anni fa: solo il 4%, così precipitiamo al 93 esimo posto. Ecco qual è il sentiment dell’opinione pubblica agrigentina sull’ordine pubblico: in questo campo risaliamo fino al 29esimo posto, perché solo il 6,9 % degli intervistati avverte con estrema gravità il problema della criminalità nel proprio territorio. Altra classiffica riguarda il tempo libero e misura il grado di insoddisfazione rispetto alle occasioni di svago, di intrattenimento e divertimento: siamo al 98° posto, con un 28,6% di indice si insoddisfazione. La città dove questo problema è sentito meno è Trento, mentre la peggiore in assoluto è Napoli con il numero maggiore di insoddisfatti. Non siamo ultimi, ma al 101esimo posto con 15.549 euro in media di reddito pro capite, distaccati di 5 posti dall’ultima Crotone. Con 1.104 euro medi di deposito a risparmio la nostra provincia sale all’86esimo posto, ma si distanzia ampiamente dal traguardo della prima in classifica che è Treviso con 2396 euro. Con 487 euro medi di pensione, ecco che ritorniamo tra i più poveri d’Italia, visto che a Milano c’è chi percepisce un reddito di un milione. Precipitiamo al penultimo posto per spesa pro capite in beni come elettrodomestici, computer e arredi (648,93 euro in media, contro Aosta che spende anche un milione. Con un indice di 2,42 siamo 98esimi per inflazione . Mentre continuiamo ad essere com enelle precedenti rilevazioni tra le province in cui è ancora possibile realizzare il sogno di una casa: il costo medio è di 1450 euro a metro quadrato, contro la capitale Roma, dove il costo supera i 5 mila euro. Per tale ragione siamo al 15° posto (ma anche qui perdiamo tre posti rispetto al 2007), mentre al primo pposto con le case meno care d’Italia è Caltanissetta.
Il vero record lo raggiungiamo sul lavoro. Quanto ad occupazione siamo all’ultimo posto (107esimi), preceduti da Caltanissetta e Reggio Calabria. eppure con 9.553 imprese ogni 100 abitanti, sembrerebbe un quadro roseo nonostante il 74esimo posto. Invece, siamo al 101 esimo posto per propensione a investire, e 83esimi per sofferenza, ovvero per prestiti non onorati. Ma non solo: l’incidenza dei nostri livelli di esportazione sul Pil è molto basso, appena l’1,84% e per questo finiamo al 101esimo posto. Prima in questa graduatoria è Siracusa con una quota di esposrtazioni che incide sul prodotto interno lordo per oltre il 95%. Davvero drammatico è il dato dell’occupazione femminile. Solo il 19,59% dei lavoratori è costituito da donne. parità quasi raggiunta, invece, a Bolzano, dove lavora il 49 per cento delle donne (103esimo posto in classifica). Il 38,94 per cento dei giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni ha la fortunadi lavorare. Per la maggioranza la speranza di un’occupazione resta un miraggio (105° posto). Peggio di noi soltanto Caserta e Napoli. Quanto a servizi, ambiente e salute, Bologna e TRieste rimangono modelli inarrivabili per noi agrigentini, che siamo relegati all’ottantesimo posto. Ma andiamo ai dettagli: se Trieste è la più completa di infrastrutture, Agrigento con il 54% merita il 96esimo posto, ultima è Nuoro. Ottantunesimo posto per livelli di eco-sistema urbano (indice Legambiente) . Riusciamo ad essere 22esimi per il clima. In coda a tutta questa classifica c’è Brescia, mentre prime sono Reggio Calabria e Salerno che registrano una minore escursione tra il mese più caldo e il mese più freddo nel corso dell’anno. In merito ai servizi sanitari, la provincia di Agrigento è al 59° posto cn un tasso di emigrazione ospedaliera dell’8,26%. Sempre in termini di servizi, Agrigento è al 74° posto per strutture dedicate ai più piccoli: si registra infatti il 3,5% di asili comunali in provincia rispetto ad un’utenza compresa tra 0 e 3 anni. Per quel che riguarda la velocità della giustizia Agrigento si attesta al 70° posto con un indice del 35,08% per cause evase tra nuove e pendenti. Nella graduatoria riguardante la popolazione, Agrigento è all’89° posto con un peggioramento rispetto alla precedente rilevazione. La densità demografica ci attesta al 46° posto con 149,30 abitanti per km/q. L’indice di natalità in provincia di Agrigento ci posiziona a metà classifica con 9,05 nati ogni mille abitanti. Se a Crotone ci sono coppie di sposi inseparabili, così non è ad Agrigento, dove il rapporto di divorzi e separazioni ogni 10.000 famiglie è di 34,06. In fondo alla classifica Cagliari con un 95,56. La variazione percentuale di giovani sull’intera popolazione ci fa scendere al 73° posto con un -3853 determinando di fatto un invecchiamento dei residenti, dovuto probabilmente all’alta percentuale di emigrazione. Se a Trieste nel 2010 ci sono stati 93 laureati ogni 1000 giovani tra i 25 e i 30 anni, ad Agrigento sono stati solo 55. Gli stranieri regolari presenti nel 2010 in percentuale sul totale della popolazione, ad Agrigento è del 2,37%, pertanto siamo al 92° posto, mentre in testa, con oltre il 13% ci sono Brescia e Prato. In tema di ordine pubblico, Agrigento migliora la sua posizione ed è al 15° posto tra le città più sicure d’italia. 42 rapine, scippi o borseggi, ogni 100.000 abitanti, contro una pericolosissima Genova che supera i 700 casi del genere. La stessa situazione di sicurezza per agrigento per quel che riguarda i furti in casa: 165 ogni 100.000 abitanti contro gli altre 500 di chi è in coda alla classifica. Nei primi 20 posti anche per il numero di furti d’auto(48 ogni 100.000 abitanti), mentre a Catania si raggiunge una cifra allarmante di 767. Peggioriamo coi reati di estorsione che sono 10 ogni 100.000 abitanti, e per i quali ci posizioniamo al 68° posto, con una maggiore percentuale di rischio. Se poi guardiamo alle truffe e alle frodi informatiche, schizziamo al 3° posto per il basso numero di reati(89 ogni 100.000 abit.), mentre la maglia nera spetta a Napoli con 327. Penultima in classifica per la qualità del tempo libero, agrigento tuttavia guadagna un posto. Nel dettaglio è 102^ in graduatoria per acquisti in libreria, 101^ per il numero di spettacoli, 94^ per numero di sale cinematografiche ogni 100.000 abitanti (rimini 7,69 sale; agrigento 1,54). Quanto ai bar/ristoranti, Agrigento si posiziona al 97° posto (425 ogni 100.000 abit.) contro i 2017 Olvia. Quanto a ricezione alberghiera Agrigento è all’87° posto con 84 strutture ogni 100.000 abit. contro le 4914 strutture ricettive della provincia di Belluno, che batte perfino Venezia, che ne conta 3334 ogni 100.000 abit. Per le strutture sportive siamo penultimi con un indice di sportività di 193 contro la prima in classifica, Trento, che ha un indice di 779.












