E’ finita l’era nella quale i giornalisti per entrare nei Cie non potevano fare altro che farsi passare per immigrati. Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha infatti firmato una direttiva inviata a tutti i prefetti con la quale consente ai rappresentanti degli organi di informazione l’accesso ai centri destinati all’accoglienza, al trattenimento e all’assistenza degli immigrati. La scarsa trasparenza sulle condizioni delle persone trattenute nei Cie è stata oggetto di polemiche a più riprese nel corso degli anni. Il giornalista dell’Espresso Fabrizio Gatti fu denunciato perché, per documentarle, nel 2005 si fece passare per immigrato con le forze dell’ordine. Si gettò in acqua e approdò sulle coste di Lampedusa tra i migranti. Il suo reportage su L’Espresso fece scalpore. Dopo di che il suo processo durò anni. Nel 2010 il Tribunale di Agrigento lo assolse dall’accusa di falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulla proprio identità “perché il fatto non costituisce reato”, riconoscendo la predominanza del diritto di cronaca, sancita dall’articolo 21 della Costituzione. Medici senza frontiere produsse nel 2004 un rapporto sulle condizioni di quelli che allora si chiamavano Cpt (Centri di permanenza temporanea), nel quale denunciava le pessime condizioni in cui vi erano detenute le persone e da allora il Viminale non permise più all’organizzazione di avere volontari in queste strutture. Non si contano le denunce di violenze raccolte da associazioni per i diritti dei migranti, sulle quali sono sempre state impossibili finora verifiche indipendenti.













