Il Presidente del Tar Sicilia Filoreto D’Agostino, ritenuta la carenza di giurisdizione del tribunale, ha respinto la richiesta di decreto cautelare avanzata dal Consorzio Tre Sorgenti contro la nomina del commissario, fissando per la trattazione collegiale della richiesta di sospensione l’udienza camerale del 18 gennaio prossimo. In quella data il Tar Sicilia in composizione collegiale deciderà se confermare o meno il decreto di rigetto adottato dal presidente.

La decisione ricalca la precedente ordinanza della corte di cassazione che in una controversia simile ha dichiarato la giurisdizione del tribunale superiore delle acque pubbliche. Il consorzio acquedottistico “Tre Sorgenti” di Canicattì,in persona del legale rappresentante pro tempore Giuseppe Brancato, aveva proposto il ricorso davanti al Tar Sicilia contro l’assessorato regionale dell’energia ed il Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti e nei confronti del consorzio d’ambito di Agrigento e di Girgenti Acque per l’annullamento, previa sospensione, del decreto di nomina di Giuseppe Taverna quale commissario ad acta chiamato a consegnare gli acquedotti e gli impianti del consorzio canicattinese al gestore del servizio idrico integrato di Agrigento. Si sono costituiti in giudizio per chiedere il rigetto del ricorso sia l’assessorato regionale dell’energia, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, sia l’Ato Idrico di Agrigento, rappresentato dal suo presidente Eugenio D’Orsi, difeso dall’avvocato Girolamo Rubino, il quale ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo nella controversia, alla luce di recenti pronunzie della Corte di Cassazione a Sezioni Unite in precedenti contenziosi tra le stesse parti. Intanto scade oggi il contratto di 11 lavoratori a tempo determinato in servizio al “Tre Sorgenti”. A 4 di essi è stato rinnovato il rapporto di lavoro, mentre per gli altri 7 non è stata trovata copertura finanziaria.