In piena vigilia di Ferragosto, mentre lo scalo di Catania Fontanarossa resta chiuso a causa dell’attività dell’Etna, l’assessore comunale Ignazio Di Gerlando interviene sul tema dell’aeroporto di Agrigento, ribadendo con forza che non si tratta più di un progetto utopico, ma di una reale necessità per il territorio.
«Il mio pensiero va alle migliaia di siciliani e turisti che in questi giorni stanno vivendo enormi disagi a causa della prolungata sospensione dei voli all’aeroporto di Catania», scrive Di Gerlando. L’attività vulcanica ha costretto lo scalo etneo a fermarsi ancora una volta e la sospensione dei voli è stata prorogata fino alle ore 2:00 del 15 agosto. Tra il 6 e il 12 agosto sono stati centinaia i voli cancellati o dirottati verso Palermo, Trapani e Comiso: secondo i dati riportati, oltre 700 cancellazioni e 630 dirottamenti.
Una situazione eccezionale, riconosce l’assessore, ma che impone una riflessione: «Oggi più che mai comprendiamo quanto sia importante dotare la Sicilia centro-meridionale di una propria infrastruttura aeroportuale».
Di Gerlando riconosce il lavoro svolto in questi anni dall’onorevole Calogero Pisano, che «con determinazione ha continuato a sostenere il progetto dell’Aeroporto di Agrigento, anche quando in tanti lo consideravano soltanto un sogno irrealizzabile». Passo dopo passo, sono stati raggiunti risultati concreti: predisposti e approfonditi gli studi di fattibilità e quelli integrativi richiesti dall’ENAC; trasmessa e consegnata la documentazione tecnica al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; proseguito l’iter di valutazione presso l’ENAC. E soprattutto, nel 2026, un traguardo fino a pochi anni fa impensabile: l’area di Agrigento è stata inserita per la prima volta nel Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 come possibile sede di un nuovo scalo per la Sicilia centro-meridionale.
«Non significa che l’aeroporto sia già realizzato e sappiamo bene che il percorso è ancora lungo. Ma significa che oggi esiste un percorso istituzionale concreto sul quale continuare a lavorare», sottolinea l’assessore.
Un aeroporto ad Agrigento, aggiunge, non servirebbe soltanto la provincia, ma l’intera Sicilia centro-meridionale, il turismo, le imprese e un territorio che ogni anno ospita visitatori provenienti da tutto il mondo e che non può continuare a scontare un deficit infrastrutturale così pesante. La crisi di Catania dimostra quanto sia fondamentale per l’isola poter contare su una rete aeroportuale più capillare e resiliente, capace di offrire alternative nei momenti di difficoltà.
«Continuiamo a credere nell’Aeroporto di Agrigento e a sostenere chi, con costanza, sta lavorando affinché questo progetto possa diventare realtà. La provincia di Agrigento merita di essere finalmente collegata al resto d’Italia e d’Europa come una grande destinazione turistica deve essere», conclude Di Gerlando, augurando un buon Ferragosto «con la speranza che il futuro della nostra terra possa essere sempre più connesso, accessibile e vicino al mondo».