Anche la Sicilia aderirà al fermo nazionale generale dei servizi dell’autotrasporto merci.

“Il settore è in piena crisi e continua a pagare aumenti, ritardi e inadempienze. Le difficoltà hanno superato ogni limite a causa dell’ennesimo aumento del gasolio (stimato in sei-sette mila euro all’anno in più per veicolo), che rappresenta il colpo di grazia per la sopravvivenza delle oltre centomila imprese di autotrasporto. Il quadro tragico del settore, che ha già subito negli ultimi anni perdita di competitività e vistoso calo di iscritti agli albi provinciali, è aggravato dai costanti rialzi dei premi assicurativi, dall’aumento delle giornate di divieto di circolazione e dal rischio della cancellazione dei costi incomprimibili di sicurezza. Le aziende sono dunque sempre più destinate al fallimento e questo porterà alla perdita di migliaia di posti di lavoro”.


Sono state definite ieri mattina nel corso di una riunione organizzata al comune di Canicatti le modalità del fermo dell’autotrasporto in Sicilia. Per 4 giorni l’isola sarà completamente paralizzata dalla protesta che vedrà insieme oltre agli autotrasportatori i rappresentanti di tutte le categorie produttive della regione con l’obiettivo di aprire un dialogo con il governo per ottenere, almeno nell’immediato, il recupero mensile dell’aumento delle accise.