La città di Canicattì, già provata da una difficilissima congiuntura economica, con la chiusura degli uffici giudiziari sarà privata di un importantissimo presidio di legalità. Molte forze politiche locali , tra le quali Udc e Pd, nell’opporsi a tale minacciata chiusura, hanno messo in campo la propria battaglia, in tutte le sedi, al fine di evitare che Canicattì venga privata del proprio Tribunale, circostanza che a breve potrebbe produrre un notevole danno anche per i paesi limitrofi. Avvocati, cancellieri e personale della sezione distaccata di Canicattì del Tribunale di Agrigento sono compatti contro la soppressione degli uffici giudiziari. “ Saremo uniti nel compiere tutti gli opportuni passi istituzionali, affinché il tribunale di Canicattì resti aperto – commenta l’avvocato Paolo Ingrao, impegnato in prima linea nella battaglia contro la chiusura degli uffici giudiziari – la sezione distaccata di Canicattì del Tribunale di Agrigento, infatti, ha tutti i requisiti oggettivi per restare in attività: come carico di lavoro, bacino d’utenza e indice di criminalità del comprensorio. La chiusura delle Sezioni Distaccate dei Tribunali sono in contraddizione con quel principio da tanti dichiarato solo a parole della sussidiarietà e del decentramento dei servizi a favore del cittadino” . In prima linea contro la chiusura del tribunale anche il cancelliere della sezione distaccata di Canicattì, Salvatore Facciponti. “La Sezione distaccata di Canicattì – sostiene Facciponti – serve i comuni di Canicattì, Naro, Camastra, Racalmuto, Grotte e Castrofilippo con un contenzioso nell’ultimo triennio 2008-2010 di oltre 1200 controversie civili iscritte a ruolo e di circa 300 controversie penali oltre ai procedimenti di esecuzione mobiliare, di volontaria giurisdizione,amministrazione di sostegno ecc. ecc. La chiusura provocherebbe, inevitabilmente, un gravissimo disagio per i cittadini che sarebbero costretti a recarsi ad Agrigento per qualsivoglia pratica . Adesso tocca, pi che mai, alle Istituzioni intervenire assumendo iniziative forti che facciano sentire il dissenso ed impedire che tale decisione eccessivamente penalizzante per i cittadini di Canicattì e l’intero comprensorio si concretizzi”.