Quanto sta accedendo in questi giorni nel mondo dell’autotrasporto sta sconvolgendo un’intera nazione. Da una parte le cosiddette “associazioni nazionali” (fai, conftrasporto, confartigianato trasporti, fita-cna, anita e casartigiani) che a loro dire rappresentano l’80% del mondo del trasporto, non hanno aderito al fermo, dall’altra il rimante 20% (aitras, aias, assiotrat, assotrasport e trasportounito) hanno aderito al fermo. I primi non hanno fatto altro, in questi giorni, che rilasciare dichiarazioni circa le condivisioni della protesta ma non le modalità, o che quanto chiedono gli autotrasportatori è già stato concesso, e che il fermo è quindi strumentale alla ricerca di visibilità per varie ragioni. Si tratterebbe quindi solo di un farneticante 20% che chiede cose che ha già: permettetemi di obiettare immediatamente questo dato, in quanto la situazione non sarebbe arrivata agli onori della cronaca se si fosse trattato di sporadiche manifestazioni di poco conto, né è vero che i manifestanti hanno bloccato chi non condivideva la protesta. Sicuramente nel contesto di una rivolta popolare, partita dagli autotrasportatori ma che hai poi trovato la condivisione dei cittadini, si è verificato qualche disordine, ma nulla in proporzione alle dimensioni della protesta, vera e genuina. La protesta che ho portata avanti è stata condotta de me a dai miei colleghi con le stesse modalità con cui le portavo avanti con Paolo Uggé quando, parecchi anni fa, ero suo segretario regionale nonché consigliere nazionale, quindi quando afferma che le modalità della protesta non sono opportune, le cose sono due: o erano inopportune anche le sue, o sono opportune le manifestazioni di questi giorni e comincia ad avere una gran paura che il potere gli stia scivolando dalle mani. Io dico che, considerato la sua politica dei trasporti, specialmente negli ultimi anni, è stato un ingenuo a pensare che nessuno gli avrebbe presentato il conto. Molte delle richieste della categoria sono le stesse di dieci anni fa, quando il nostro interlocutore sindacale era lui, a cui demandavamo di avanzare le nostre istanze a livello nazionale. Non ha mai risolto nulla. Non ci venga a dire che sono normative europee e che non si può intervenire: non è vero, e nell’attesa di adottare le opportune soluzioni, ci sono varie strade da percorrere per tamponare i problemi almeno temporaneamente. Ebbene, lui non si è mai occupato né da rappresentante sindacale, né da sottosegretario, di risolvere i problemi alla radice o di mitigarne gli effetti negativi con opportuni provvedimenti, sebbene temporanei. La sua unica preoccupazione sono sempre stati e lo saranno sempre i rimborsi per i pedaggi autostradali e altre cose di poco conto che di certo non risolvono i problemi. Che dire poi dell’applicazione delle tariffe obbligatorie? Un fatto tutto nazionale, dove l’Europa non c’entra, ma per la quale evidentemente non si è impegnato abbastanza, pur avendo avuto negli ultimi anni un governo a lui vicino e un sottosegretario ai trasporti ai suoi comandi. La smettesse una volta per tutte di dichiarare che rappresenta l’80% del trasporto su gomma, i fatti parlano chiaro: tra chi è in strada a manifestare e quelli che hanno lasciato i propri automezzi nei parcheggi come protesta, l’80% degli autotrasportatori è con noi. Tutto il fango che con le sue dichiarazioni ha gettato sui manifestanti, lo rispediamo al mittente.

Gent.mo Presidente della  Regione Sicilia On.le. Raffaele Lombardo, le prospetto di seguito le possibili soluzioni, secondo l’Aitras, per tentare un punto d’incontro con gli autotrasportatori siciliani, anche se la situazione non è più sotto il controllo di nessuno, considerato che a complicarla ci ha pensato Ivan Lo Bello con le sue dichiarazioni, le associazioni nazionali che hanno assicurato al Ministro Passera che tutto si sarebbe risolto con l’accoglimento delle loro richieste al Governo e, non da ultimo, il disinteresse del governo nazionale all’intera vicenda. Ma per arrivare alle soluzioni che prospettiamo è indispensabile ripercorrere almeno gli ultimi dieci anni: attraverso la Consulta regionale dell’autotrasporto, dieci anni fa abbiamo sollevato una serie di problemi legati alla filiera agroalimentare, alle infrastrutture logistiche, viarie e intermodali, descrivendo in modo dettagliato a tutti gli assessori regionali che si sono succeduti, che l’economia siciliana si basa prevalentemente sull’esportazione di ortofrutta che necessita di tempi di trasporto brevi, perchè trattasi di merce fresca che in 24 ore si deve trovare nei mercati. L’unico mezzo che oggi consente ciò è il trasporto su gomma, trasgredendo però alle normative comunitarie in materia di sicurezza stradale (ore di guida) e considerando che non ci sono alternative al gommato (ferrovie inesistenti e autostrade del mare troppo costose). Tutto ciò, insieme all’aumento dei carburanti, all’aumento dei traghetti Messina – Villa S.G., hanno portato alla paralisi dell’intero comparto ortofrutticolo. E’ stata inevitabile l’alleanza tra agricoltori e autotrasportatori siciliani, legati da un rapporto di committenza. Potrebbe tamponare la situazione una trattativa tra il Governo nazionale e una delegazione di autotrasportatori e agricoltori siciliani, in un tavolo che non dovrebbe prevedere assolutamente la partecipazioni di altri soggetti sindacali (vedi unatras & c.):


– convocazione immediata del Governo nazionale,
– defiscalizzazione del carburante (alleggerendo il costo dalle tasse nazionali su cui il governo può operare), in alternativa prevedendo il gasolio professionale;
– abbattimento del 50% del costo del traghetto Messina – Villa S.G. (attualmente 240 euro per soli 3 Km di traversata!);
– per il bonus autostrade del mare 2010: considerando che l’esigua cifra stanziata di 30 milioni di euro non sarà sufficiente a pagare il 100% del contributo spettante a tutte le ditte istanti, il ministero aveva già prospettato l’ipotesi di erogare una percentuale del contributo che riteniamo essere circa il 50% per tutte le tratte. E’ invece necessario privilegiare le tratte da e per la Sicilia, pagando il 100% del contributo spettante e dividendo in proporzione la quota rimanente alle altre tratte (esperienza già fatta con il bonus regionale); rifinanziamento del 2011 e 2012 con almeno 80 milioni di euro per ogni anno.
– abrogare l’attuale sistema di rimborsi dei pedaggi autostradali, proposto dalle associazioni nazionali, che in tasca agli autotrasportatori lasciano solo le briciole e loro, con i loro consorzi e cooperative, trattengono laute percentuali. Lo sconto deve avvenire direttamente al casello autostradale o, in alternativa, lasciare l’attuale sistema ma senza scaglioni di fatturato (attualmente da 0 a 100 mila euro di fatturato il padroncino non può percepire un centesimo ed è obbligato ad associarsi ai grandi consorzi o cooperative);
– trovare un sistema per cui le tariffe antidumping per la sicurezza (legge 127/2010, art. 83 bis) vengano applicate senza che l’autotrasportatore sia costretto a denunciare il proprio committente.

Queste sono possibili soluzioni che riguardano il mondo dell’autotrasporto, ma nella protesta si sono aggiunte le seguenti categorie: allevatori, edili, artigiani.
Sicuramente un segnale importante che riguarda tutti i siciliani sarebbe un collegamento ferroviario civile e moderno dalla Sicilia verso il nord.

Cari saluti.

Salvatore Bella