Già con nota prot. n. 27 del 05.05.2011, che si allega in copia, la scrivente O.S. aveva lanciato il grido di allarme a seguito di un grave fatto di cronaca: la rissa, con utilizzo di coltelli e zappa tra alcuni utenti del Servizio in argomento, che aveva visto quale “teatro” il Ser.T. di Licata. Episodio nel quale non vi è scappato il morto solo per il pronto intervento dei Carabinieri del locale Comando. Con detta nota la scrivente O.S. poneva all’attenzione dell’insensibile Amministrazione del tempo, due questioni di fondamentale importanza: La gravissima carenza di organico con riferimento alle figure del medico e dello psicologo; la salvaguardia dell’incolumità fisica degli operatori sanitari operanti nel citato Servizio. Purtroppo, il grido d’allarme allora lanciato non è stato raccolto e così utenti, operatori e Servizio sono stati abbandonati al loro triste destino. Ed infatti, come facilmente previsto dalla scrivente O.S., nel mese di ottobre 2011, complice la mancata adozione di adeguati provvedimenti da parte della deposta Amministrazione Oliveri, il dirigente medico Responsabile del Ser.T. di Licata veniva aggredito a colpi di sedia da un utente vedendosi costretto a porsi in infortunio. In detta gravissima circostanza anche l’attuale Amministrazione, forse perché priva a quel tempo della primaria figura del Direttore Sanitario, non ha saputo “leggere” la gravissima situazione in cui versava e versa tutt’ora il Ser.T. di Licata . E così, anziché assumere gli indispensabili provvedimenti (assegnazione di medici e psicologi nella misura prevista dal D.M. 30 novembre 1990, n. 444, per i Ser.T a media utenza qual’è il Ser.T di Licata), si limitava a disporre, a far data dal 05.11.2011, il trasferimento della presa in carico, da parte del Ser.T. di Agrigento, di tutti gli utenti (circa 90) in trattamento con terapia farmacologica sostitutiva (metadone ecc.), lasciando al Ser.T. di Licata il compito di “seguire” gli altri utenti (circa 40) che per le forme di dipendenza cui sono affetti abbisognano“semplicemente” di supporto psico-sociale. Compito quest’ultimo impossibile da attuare poiché il Ser.T. di Licata a fronte di tre psicologi previsti ne dispone di mezzo (cioè di una unità assegnata par time). Ovviamente, l’inutile ed improvvido provvedimento assunto non solo non è valso a risolvere le criticità del Ser.T. di Licata, che di fatto possiamo definire “CHIUSO” poiché non posto nelle condizioni minime per espletare la peculiare attività assistenziale, ma addirittura le ha in parte esportate al SerT. di Agrigento se, com’è vero, intorno alla metà del mese di gennaio c.a. anche il dirigente medico Responsabile di quest’ultimo Servizio è stato anch’esso aggredito fisicamente ad opera di utenti precedentemente in trattamento presso il Ser.T. di Licata.
Questi i tristi e gravi fatti davanti ai quali l’immobilismo dell’ASP di Agrigento è del tutto inaccettabile poiché denota la scarsa conoscenza di fenomeni quali le tossicodipendenze e le altre dipendenze patologiche che non costituiscono esclusivamente una questione sanitaria ma anche potenziali “detonatori” sociali che mettono a rischio, sotto diversi profili, intere comunità come dimostra l’angosciante scenario che emerge, quotidianamente, dalla cronaca di Licata. A ciò è da aggiungere come l’infelice provvedimento assunto dall’ASP di disporre la presa in carico da parte del Ser.T. di Agrigento, dei circa 90 utenti in trattamento con terapia farmacologica precedentemente seguiti dal Ser.T. di Licata, rischia di provocare l’interruzione dei percorsi di disintossicazione e di riabilitazione intrapresi. Ed infatti, com’è noto anche al cittadino comune, frapporre ostacoli come percorrere 80 km al giorno (distanza tra Licata ed Agrigento), affrontare un costo certamente insostenibile per gli spostamenti ed ancora rendere difficile lo svolgimento di un’attività lavorativa che risulterà più complicata per il tempo che gli spostamenti da Licata ad Agrigento e ritorno richiedono, significa esortare i soggetti in trattamento, notoriamente fragili psicologicamente, ad abbandonare definitivamente i programmi psico-sanitari intrapresi.
Per le suesposte ragioni si chiede: al Sig. Commissario dell’ASP di Agrigento di adoperarsi, con l’urgenza che il caso impone, per ristabilire la piena funzionalità del Ser.T. di Licata; all’Assessore Regionale alla Salute di vigilare, nello specifico, in ordine all’operato dell’ASP di Agrigento; Al Sig Prefetto di Agrigento, la presente nota è inviata in considerazione delle serie implicazioni sociali che la problematica in argomento certamente riveste.
Il Vice Segretario Regionale
Amedeo Fuliano












