E morto Massimo DoIciami Vice-Presidente nazionale della Conftrasporto (Il Presidente e On.le Paolo Uggè) sigla che insieme a Fita-cna e a Confartigianatotrasporti formano l’Unatras la più grande organizzazione sindacale dell’autotrasporto italiano.
La magistratura sta indagando se si tratta di una esecuzione di chiaro stampo mafioso o di suicidio.
Il corpo dell’autotrasportatore umbro è stato trovato carbonizzato la mattina del 29 febbraio 2012 accanto alla sua autovettura bruciata, in una frazione di Magione. La Magistratura ha aperto un’indagine per determinare le cause della morte.
Questa mattina alle 7, uno studente che stava andando a scuola con un autobus ha notato del fumo che saliva da una piccola strada secondaria che si dirama da quella che collega Montebuono ad Agello. Quando i Carabinieri sono giunti sul posto hanno trovato un’Audi bruciata e di fianco il corpo carbonizzato di Dolciami. Da una prima ricostruzione, pare che l’autotrasportatore di Tavernelle sia uscito di casa la mattina presto, ma per adesso gli inquirenti non sanno che cosa sia successo dopo. La vettura è stata trovata parcheggiata lungo la strada ed a pochi metri è stato trovato un contenitore. I rilievi non hanno trovato alcuna traccia di colpi di arma da fuoco e gli inquirenti non hanno ancora avanzato alcuna ipotesi sulla dinamica dei fatti.
Massimo Dolciami era un imprenditore ben conosciuto nell’autotrasporto nazionale anche per la sua carica di presidente dell’associazione Unitai, che fa parte di Conftrasporto (di cui Dolciami era vice presidente), e per la sua trascorsa militanza nella Democrazia Cristiana. Era sposato e padre di due figli. L’azienda familiare opera nel trasporto dal 1916 e nel tempo si è specializzata nel trasporto di rifiuti ed in quelli eccezionali.
In queste ore si susseguono voci incontrollate che non sembrano avere alcun fondamento veritiero. In paese si parla di ritorsioni, di mano lunga della criminalità organizzata, di chiamate al 112 in cui avrebbe richiesto aiuto, addirittura di omicidio. Al momento, nessuna di queste voci viene confermata. E anzi, si fa sempre più strada l’ipotesi del suicidio dovuta alla situazione economica molto compromessa dell’imprenditore. Situazione di cui neanche la famiglia sarebbe stata al corrente.
Voci smentite Sono gli inquirenti che stanno indagando su quello che per ora è un suicidio a smentire categoricamente tutte le voci incontrollate nate sulla scorta di un suicidio tanto spettacolare quanto insolito. Tutto questo, salvo novità che potrebbero eventualmente emergere dall’autopsia o dalle indagini che il reparto operativo dell’Arma di Perugia sta portando avanti.
Indagini a tutto campo Al setaccio dei militari ci sono gli ultimi spostamenti dell’imprenditore, i suoi contatti telefonici e la sua situazione patrimoniale che sarebbe molto compromessa. Dolciami avrebbe infatti accumulato molti debiti, pur mantenendo un tenore di vita suo e della famiglia, forse superiore a quello che realmente poteva permettersi. Si indaga anche sulla sua situazione in sospeso con la giustizia. Dolciami era infatti indagato per un traffico illecito di rifiuti e a breve doveva iniziare il processo.
L’esame del cadavere Intanto giovedì i medici legali Laura Paglicci Reattelli e Anna Maria Verdelli hanno eseguito una prima ispezione esterna del corpo di Dolciami e non avrebbero confermato quanto già evidenziato durante il primo esame svolto direttamente sul luogo del ritrovamento del cadavere: nessun segno che farebbe pensare a un’aggressione precedente alle fiamme.
Venerdì l’autopsia E’ fissata invece per venerdì l’autopsia vera e propria, quella che alla fine dirà con certezza cosa abbia realmente ucciso Dolciami. Le fiamme? Secondo l’ipotesi al momento più accreditata dagli inquirenti, Dolciami potrebbe aver cosparso l’automobile di benzina e poi avrebbe appiccato il fuoco. Suicidio dunque. Ma anche un incendio appiccato volontariamente per chissà quale motivo in cui potrebbe essere rimasto ferito mortalmente.
La relazione dei vigili del fuoco Interrogativo quest’ultimo che potrebbe essere spiegato dalla perizia che dovranno redigere i vigili del fuoco di Perugia. Che spiegheranno anche da dove è divampato l’incendio. Se da fuori o dall’interno come sembrerebbe ad un’osservazione esterna. Ha versato la benzina in auto si è seduto e si dato fuoco e poi in un ultimo disperato tentativo di sfuggire alla morte ha aperto lo sportello ed è caduto fuori dall’auto? Oppure ha cosparso l’auto di benzina da fuori, ha appiccato il fuoco ed è rimasto avvolto dalle fiamme? Il suo corpo è stato trovato carponi a pochi passi dall’Audi A6.


















