Anche se più dell’80% degli italiani sono proprietari di alloggio c’è un numero di famiglie, soprattutto di nuove famiglie, che hanno un appartamento solo in affitto. Il valore di questo affitto, che è aumentato notevolmente insieme al forte rincaro degli appartamenti degli ultimi annie in generale degli appartamenti in affitto in Italia, è sostenibile solo se si ha un lavoro. Perdendo il lavoro o perdendo addirittura l’unico membro della famiglia che ha un lavoro, sostenere l’affitto diventa impossibile a volte anche con l’assegno di cassa integrazione.
A questo punto l’unica possibilità è tornare dai genitori o, se non ci sono più, andare ad occupare degli alloggi popolari che non sono stati affidati ancora a nessuno per svariati motivi o che non sono sono stati ultimati per altrettante svariate motivazioni. Qualcosa di simile sta succendendo a Naro da ieri mattina infatti cinque famiglie hanno messo in atto un sit-in di protesta non autorizzato all’interno di 16 nuovi alloggi popolari siti in Viale Euripide non ancora terminati. In rappresentanza di tutti i nuclei familiari parla la mamma di tre bambini, il più piccolo due anni, e dice << Sono stata sfollata sette anni fa in occasione della frana che ha colpito il centro storico, abitavo in via Vanelle, sono separata e il padre dei miei figli non mi paga più gli alimenti da più di due anni, sono senza lavoro e non so più come andare avanti, prima di venire a occupare queste abitazioni ci ho pensato a lungo e alla fine ho deciso di farlo pur sapendo di poter essere denunciata>> La signora non è però l’unica a parlare, c’è anche una giovane ragazza, mamma di un bambino di due anni che dice: << mio marito è in carcere e io sono da sola, non ricevo nemmeno l’indennità essendo la moglie di un detenuto e non so come crescere mio figlio>> Frasi interrotte a brevi periodi di tempo dalle lacrime che solcano il viso di queste ragazze che nel il giorno della ricorrenza dedicata proprio a loro, l’otto Marzo, hanno deciso di fare una scelta forse più grande di loro, occupando delle strutture comunali e allertando gran parte della stampa locale.Dopo aver ascoltato la loro versione abbiamo deciso di ascoltare anche quella del primo cittadino della cittadina barocca che ha dichiarato << Nessuno mi ha informato di questa occupazione, ho detto a questi signori che le abitazioni, essendo non del tutto complete, non sono soggette a momentaneo affidamento e che se le loro condizioni sono davvero così disagiate come affermano loro, provvederemo a inserirli nella graduatoria di assegnazione di casa popolare. Una situazione drammatica quindi che, secondo un avvocato consultato in precendenza da un occupante, giustifica la condotta “contra legem” di questi.
GABRIELE TERRANOVA













