Grande indignazione in Afghanistan dopo la strage di sedici civili per mano di un sergente americano in preda ad un raptus di follia. Il Parlamento afghano, condannando l’accaduto, afferma di aver esaurito la pazienza nei confronti di “azioni arbitrarie” compiute da forze straniere; intanto i Talebani promettono vendetta. Il presidente Usa, Barack Obama, fa sapere di non pensare neanche lontanamente a un ritiro anticipato, anzi egli afferma che il ritiro dovrà essere ordinato per evitare di essere costretti in futuro di ritornare in Afghanistan.  Tuttavia testimonianze locali mettono in dubbio la versione sull’accaduto prodotta dagli Usa e dalla  Nato.

Non si tratterebbe di un’azione portata a termine da un sergente solitario in crisi di nervi.  La strage di Kandahar, secondo testimoni locali, sarebbe stata condotta da più di soldati americani, probabilmente guidati dallo stesso sergente.  Tra le testimonianze spicca quella dell’anziano Haji Samad, che ha perso undici parenti tra cui figli e nipoti, il quale afferma che un gruppo di soldati americani visibilmente ubriachi avrebbero aperto il fuoco in quattro abitazioni diverse, uccidendo indiscriminatamente uomini, donne e bambini per poi darli alle fiamme. Testimonianze che sembrerebbero compatibili con il resoconto sull’accaduto fornito dalla France Presse.


Questa versione dei fatti si scontra palesemente con l’attuale posizione della Nato. Compatibilmente con il governo Usa, affermavano si trattasse di un’azione isolata, per opera di un unico individuo sotto stress. Il sergente avrebbe lasciato la base senza alcuna autorizzazione, con grande abilità sarebbe sfuggito alla sorveglianza armata, eludendo anche tutti i sistemi di sicurezza (tra cui telecamere e sensori). Poco dopo, il nostro “Joe Rambo” eseguiva indisturbato e solitario una strage di civili; tutto questo avveniva a poche centinaia di metri dalla base americana.

Ritengo abbastanza inverosimile l’attuale versione dei fatti fornita dagli Usa, anche se  Barack Obama rassicura che sarà presto fatta chiarezza sull’accaduto. Di certo si tratta di un episodio che contribuirà ulteriormente ad aumentare la tensione tra le truppe Nato e il popolo afghano. Poco tempo prima altre provocazioni gratuite da parte dei marines a stelle strisce, come: i roghi dei Corani, oppure la bandiera Usa accostata a quella delle S.S. naziste in forma di minaccia per i talebani, e non ultimo per disgusto il video su youtube che li riprendeva mentre urinavano in forma di spregio su cadaveri inermi di afghani.

Probabilmente molti dei soldati Usa presenti su territorio afghano sono sotto stress a causa del protrarsi della guerra, e parecchi di questi non possiedono più né il sangue freddo né lucidità per continuare la crociata contro il terrorismo, perché essi stessi sono diventati espressione del “terrore”.  Sarebbe auspicabile valutare seriamente l’ipotesi di un ritiro anticipato dall’Afghanistan, tuttavia se la missione dovrà andare avanti, occorrerà forse una maggiore presenza europea tesa a rilevare i contingenti americani oramai logori sotto il profilo psicologico. Continuando di questo passo finiremo per fomentare e giustificare l’odio nei confronti di tutto l’Occidente, fino al punto in cui lo scontro di civiltà diverrà un processo irreversibile.

Fabrizio Vinci

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