Non nascondo la mia meraviglia,e penso che tanti altri italiani abbiano avuto un eguale sentimento,dopo aver sentito dalla viva voce dei segretari politici, che sostengono nelle aule parlamentari l’attuale governo Monti,che bisogna ancor oggi persistere sul sistema pubblico in favore dei partiti perché,secondo loro,qualora si facesse ricorso a forme di sovvenzionamento diverse,questi ultimi diventerebbero facile preda di spregiudicate lobbies che ne condizionerebbero il normale funzionamento con grave pregiudizio sulla legittima utilizzazione delle somme incassate.

Personalmente son convinto che una tale teoria sia destituita di ogni fondamento perché se è vero che ciò accade negli USA dove vige tale forma di finanziamento,non è detto che tanto possa verificarsi nel nostro Paese perché basterebbe inserire nel testo legislativo, che dovrà quanto prima essere emanato, una piccola ed esplicita clausola con la quale si dica chiaramente che non sono accettate forme di sovvenzionamento da parte di persone giuridiche quali sono le lobbies o poteri forti che dir si voglia.


Al contrario sarebbero legittime e ben accette le destinazioni del cinque per mille da parte dei soggetti privati che pagano onestamente le tasse secondo le preferenze verso il partito in cui si riconoscano o,qualora i fondi raccolti non fossero sufficienti per sostenere le campagne elettorali e/o gli apparati di partito,si potrebbe far ricorso ad una tassazione degli iscritti o simpatizzanti.

Solo cosi,a mio avviso,si potrà porre fine allo scempio di un cosi gigantesco fiume di denaro, prelevato dalle casse dello Stato,cioè dalle tasche dei contribuenti onesti oberati da una tassazione tanto alta da non trovare pari riscontro in nessun altro paese del pianeta,e per giunta con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti; il che fa pensare molto fondatamente che i fattacci cui assistiamo giornalmente siano oramai divenuti un vero e proprio “sistema”peraltro di difficile estirpazione ,quanto meno nell’immediato, ove si vogliano trarre le logiche deduzioni dalle affermazioni del c.d.”triunvirato”che suggerisce al nostro Premier la necessità di persistere con il finanziamento a carico della collettività trascurando del tutto la nefandezza degli scandali che hanno sinora interessato alcuni partiti e che non è escluso possano interessare anche gli altri perché in questo andazzo è attualissima la massima evangelica del”chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

E per ultimo non può essere trascurata la circostanza della enorme quantità delle somme sborsate in favore dei partiti che,avendo ricevuto nell’arco di un decennio 2,3 mld di euro per spese elettorali,ne hanno speso,stando alle cifre più o meno veritiere riportate nei loro bilanci,appena 580 milioni la cui differenza, pari a circa 1,8 mld, avrebbe dovuto essere immediatamente restituita alle casse erariali per una più nobile e necessaria utilizzazione a favore dei cittadini anziché farne l’uso illegale e nefasto che tanto discredito procura,peraltro,al Paese sull’orlo del collasso nelle sedi internazionali e mondiali.

Sorge,pertanto,legittima la richiesta da parte del cittadino comune di conoscere i motivi veri dell’insistenza, manifestata dai tre leaders dei partiti di maggioranza,nella continuità del prelievo pubblico che,oltre a non favorire la fase della crescita,contribuisce ad aggravare la già alquanto precaria situazione economica con gravissimo danno per tutti gli italiani che certamente in questo momento non vivono sogni tranquilli.

A ciò,per dirla come Manzoni, si può,al momento, dare semplicemente la seguente risposta:Ai posteri l’ardua sentenza!

S.Curcio