Si è aperto ieri mattina dinanzi alla prima sezione del tribunale di Agrigento presieduta da Giambertoni Melisenda il processo nei confronti di tre imputati coinvolti nell’operazione Sorgete, condotta il sei ottobre del 2010 dalla Polizia di Canicatti e che hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario. Si tratta del sindaco di Licata Angelo Graci, difeso dall’avvocato Gianfranco Pilato, chiamato a rispondere del reato di istigazione alla corruzione, e dei canicattinesi Fabio Corbo e Salvatore Gettino di 25 e 29 anni, difesi dall’avvocato Calogero Meli, accusati invece di spaccio di sostanze stupefacenti. Graci, secondo l’accusa, avrebbe chiesto di assumere i suoi figli all’allora amministratore delegato di Girgenti acque, Giuseppe Giuffrida in cambio della consegna degli impianti del Consorzio Tre Sorgenti alla società del servizio idrico integrato. Giuffrida non si piegò al ricatto, ma denunciò tutto alla Procura. Nel corso dell’udienza di oggi sono state depositate le perizie trascrittive e sono stati sentiti 4 verbalizzanti su fatti riguardanti la posizione dei due canicattinesi. Per quanto concerne invece la posizione del sindaco di Licata Graci, l’udienza è stata rinviata al prossimo 28 Giungo quando verranno ascoltati alcuni testi dell’accusa tra i quali Giuseppe Giuffrida. In totale le persone arrestate dagli uomini del commissariato di pubblica sicurezza di Canicatti, diretto allora da Corrado Empoli, furono 19. Con l’indagine Sorgente gli investigatori fecero luce, attraverso una minuziosa attività di intercettazioni ambientali e video-riprese su una fitta reti di spacciatori oltre che consumatori di droga, in particolare cocaina. Il centro dell’attività di spaccio e di consumo era il consorzio Tre Sorgenti di Canicatti al cui interno sono state ripresi diversi episodi di cessione di stupefacenti nonché di consumo di droga.