E’ stato il momento forse più atteso della cerimonia per il 160° anniversario della fondazione della Polizia di Stato. La consegna dei riconoscimenti al gruppo di poliziotti che ha contribuito alla cattura in Francia dell’ex capo di Cosa Nostra agrigentina, Giuseppe Falsone. Una festa iniziata con l’esibizione dall’alto dell’elicottero della Polizia. Una decina di minuti di spettacolo apprezzato dai presenti, tutti con gli occhi rivolti all’insù. Nella splendida cornice della Valle dei Templi, a fare gli onori di casa il questore di Agrigento, Giuseppe Bisogno e il capo di gabinetto Luca Burriesci. Tantissime le personalità che hanno partecipato all’appuntamento, tra questi due ex questori di Agrigento: Girolamo Di Fazio e Oscar Fiorolli. La cerimonia è iniziata con l’ingresso dei gonfaloni di alcuni comuni della provincia di Agrigento e quelli della Croce Rossa e dell’associazione nazionale poliziotti in congedo. Sul palco allestito ai piedi del tempio della Concordia il questore Bisogno ha illustrato il tradizionale bilancio annuale, con l’ausilio delle immagini trasmesse da un maxi-schermo. A seguire la lettura dei messaggi del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quello del Consiglio, Mario Monti, del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri e del capo della Polizia, Antonio Manganelli. Altro momento particolare della festa la medaglia d’argento al valore civile insignita alla Questura di Agrigento per la gestione dell’emergenza immigrati dello scorso anno, quando era diretta da Girolamo Di Fazio. A consegnare il riconoscimento è stato l’ospite d’onore, il vice capo vicario della Polizia, prefetto Nicola Izzo. Oltre al gruppo di agenti premiati per la cattura di Falsone, riconoscimenti sono stati assegnati al vice questore aggiunto Carlo Mossuto, dirigente della Digos, e ai suoi uomini per l’operazione “Self Service” sulla mala amministrazione al comune di Agrigento, tangenti in cambio di concessioni edilizie. Per decisione del questore Bisogno nel corso della festa sono stati premiati due nonni scelti dai poliziotti di quartiere, tra quelli che si sono distinti quest’anno, e un terzo nonnino, Lillo Vaccaro di Favara, combattente e fatto prigioniero durante la Seconda Guerra Mondiale.