C’è chi chiede soldi per mantenere le famiglie dei detenuti, chi decide il prezzo della carne nelle macellerie e chi impone al bar il proprio caffè, anche se non è di qualità. Il racket della mafia, questa volta, arriva fin dentro le tazzine d’espresso. A svelare il retroscena è una indagine della guardia di finanza di Palermo che ha stroncato il business di un imprenditore, Francesco Paolo Maniscalco di 48 anni già condannato per mafia con sentenza definitiva, ritenuto in passato vicino al boss dei boss Totò Riina.

L’uomo sarebbe a capo di alcune aziende, intestate a prestanome, che imponevano ai bar l’acquisto del caffè. Un’attività redditizia che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito all’imprenditore, dopo avere scontato la condanna, di condurre una vita molto agiata, nonostante dichiarasse poche migliaia di euro al fisco. Con l’operazione denominata 2coffee break” i finanzieri, su disposizione del gip che ha accolto la richiesta della Procura, hanno sequestrato cinque società per un valore di oltre 4 milioni di euro: tra queste la ‘Cieffe group srl’, in via Ugo La Malfa, e la ‘Caffè Florio sas di Zaccheroni Maria’ con sede legale in via Paolo Emiliani Giudice; un bar in via Pisacane; la palestra Body Club di via Dante; il bar Trilly di via Giacomo Cusmano (sequestrati solo i beni strumentali).


Dalle indagini, dirette dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dal sostituto Dario Scaletta, è emerso che l’imprenditore ha attribuito a prestanome le attività commerciali sequestrate, mentre in realtà le continuava a gestire direttamente. Undici persone sono state denunciate per concorso in trasferimento fraudolento di valori. Per sfuggire ai controlli l’uomo, secondo gli investigatori, cambiava continuamente i soci delle aziende, ne chiudeva alcune per aprirne poco dopo altre. Secondo alcuni collaboratori di giustizia Maniscalco ambiva a diventare, ad ogni costo, il leader incontrastato nella fornitura del caffè presso gli esercizi commerciali di Palermo.

Dopo la sua scarcerazione (dicembre 2006), gli affari dell’imprenditore sono schizzati alle stelle, i suoi clienti sono aumentati in modo considerevole, addirittura del 300% in un solo anno.