Ieri mattina, una lieve scossa di terremoto di magnitudo 2.4 della scala Richter è stata registrata dai sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) in Sicilia, in provincia di Catania, nel distretto sismico Etna. Il sisma si è verificato ieri mattina, 03 giugno 2012  alle 10:10  ad una profondità di 9.9 km.

L’epicentro è stato individuato a  meno di dieci chilometri dai comuni di Belpasso (Ct), Biancavilla (Ct), Nicolosi (Ct) e Santa Maria di Licodia (Ct).


Questi i dati diffusi dall’ Ingv , sezione di Catania,  relativi alle caratteristiche della sismicità regionale.

I terremoti più significativi per il territorio della Sicilia avvengono:

nel settore orientale, soggetto a forti deformazioni determinate dall’apertura del bacino Ionico;

lungo la catena dei Nebrodi-Madonie-Monti di Palermo, che rappresentano il prolungamento della catena appenninica e quindi una porzione del corrugamento determinato dallo scontro tra zolla Africana ed Europea;

nella zona del Belice;

nelle aree a vulcanismo attivo dell’Etna e delle Isole Eolie.

Terremoti di energia inferiore avvengono anche nel Mar Tirreno meridionale, nell’area delle isole Egadi e della fascia costiera occidentale, nel Canale di Sicilia.

La classifica sismica:

Quali sono i rischi dell’attività sismica in Sicilia?

La normativa introdotta dalla Regione Siciliana ad inizio del 2004 suddivide il territorio dell’isola in QUATTRO ZONE SISMICHE sulla base di analisi che tengono conto anche degli effetti massimi attesi:

le aree in Zona  1 – effetti massimi più elevati – comprendono l’area dello Stretto di Messina  e la zona del Belice

quasi tutto il resto della Sicilia si trova in zona 2;   parte del settore centro-meridionale dell’Isola ricade in zona 3 o 4, cioè  a basso rischio sismico.

Limitatamente alle strutture strategiche come ospedali, scuole ecc., l’intero settore della Sicilia orientale viene considerato in zona sismica 1.

FONTE:  Ingv  Catania