Toni accesi a Sala d’Ercole durante la prima votazione sul ddl blocca nomine: dopo l’intervento dell’assessore al Lavoro Giuseppe Spampinato, il presidente di turno Santi Formica ha messo ai voti l’emendamento “1.93” che intendeva sopprimere l’unico ‘articolo 1 del ddl.
Il primo “incidente” è avvenuto tra Formica e l’assessore all’Economia Gaetano Armao, che dai banchi del governo ha chiesto di intervenire dopo Spampinato. “Per il governo può intervenire un solo rappresentante”, ha tagliato corto Formica che, rivolgendosi ad Armao che insisteva per parlare, ha detto “Onorevole assessore, così è”.
Quindi Formica è passato direttamente alla votazione, scatenando le ire dei deputati Mpa e in particolare del capogruppo Nicola D’Agostino che chiedeva di intervenire per la sua dichiarazione di voto. Formica è andato avanti, facendo votare l’emendamento che è stato respinto dall’aula. A quel punto D’Agostino, visibilmente contrariato, è salito sul pulpito ed è esploso contro il presidente di turno. “Ma sta scherzando? Come si premette?”.
A quel punto Formica ha staccato il microfono a D’Agostino, richiamandolo per due volta ad un atteggiamento più moderato. Il capogruppo Mpa ha ripreso a parlare: “Questa è una vergogna! Avevo chiesto di intervenire per la mia dichiarazione di voto sull’emendamento e lei me lo ha impedito. Presidente lei deve annullare la votazione”.
D’Agostino ha quindi chiesto che i lavori fossero condotti dal presidente dell’Ars Francesco Cascio: “Formica non garantisce più il regolare andamento dei lavori”, ha detto. E alle continue richieste di annullare la votazione, Formica ha risposto così: “D’Agostino, continua a parlare ma entro il minuto che hai”. Poi Formica ha sospeso la seduta e convocato una conferenza dei capigruppo.

















