Al Presidente Del Csm
Al Vicepresidente Del Csm
A Tutti I Membri Del Csm
tramite gli organi di informazione
Vogliamo ricordare ai signori laici e togati, che il csm è l’organo che dovrebbe tutelare l’indipendenza della magistratura e la sua fedeltà alla costituzione. Gli ultimi fatti colpiscono individualmente i magistrati che svolgono con grande senso di giustizia ed onestà il loro lavoro. Ci riferiamo al provvedimento adottato nei confronti del dott. Roberto Scarpinato, da parte di tale organo, per le parole pronunziate durante la commemorazione della morte Paolo Borsellino, che noi tutti sottoscriviamo ed approviamo.
Roberto scarpinato è attualmente procuratore generale presso la corte d’appello di Caltanissetta, un uomo di stato conosciuto da tutti non solo per il fatto di essere stato membro del pool antimafia con Falcone e Borsellino ma anche per aver condotto numerose inchieste giudiziarie molto delicate: dal processo Andreotti, dove si è potuto stabilire che il senatore a vita ha avuto rapporti con la mafia sino al 1980, ad indagini sui rapporti fra economia e sistemi criminali riuscendo a sequestrare beni per più di 3 miliardi di euro nell’arco di 3 anni (dal 2008 al 2010).
Della stessa importanza, il ruolo assunto dal magistrato nell’ambito delle indagini sulla presunta trattativa stato-mafia legata alle tragiche stragi del 1992, qualche giorno fa sfociate nella richiesta di rinvio a giudizio di noti personaggi del mondo politico firmata dai pm di Palermo Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, Lia Fava e Francesco Del Bene.
L’inchiesta coinvolge, fra gli altri, anche il senatore del pdl Marcello Dell’Utri, l’ex ministro dell’interno Nicola Mancino, l’ex ministro Calogero Mannino e il generale dei carabinieri Mario Mori. Tutti sono accusati, a vario titolo, di violenza o minaccia a corpo politico dello stato e concorso in associazione mafiosa.
Questo il discorso del giudice scarpinato:
“Caro Paolo, oggi siamo qui a commemorarti in forma privata perché più trascorrono gli anni e più diventa imbarazzante il 23 maggio ed il 19 luglio partecipare alle cerimonie ufficiali che ricordano le stragi di Capaci e di via D’Amelio.”
“Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche
personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere; personaggi dal passato e dal presente equivoco le cui vite – per usare le tue parole – emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della libertà.”
Sono parole di una verità inconfutabile quelle del giudice scarpinato. La verità fa male, ecco perche’ il CSM (organo politicizzato al massimo), il cui presidente e’ Napolitano, apre un fascicolo sullo stesso giudice.
Nessuno di noi riconosce questo stato, essendo noi stessi lo stato, in quanto popolo sovrano. E’ uno stato che non ci appartiene. Ci chiediamo perché si vuol colpire un magistrato che ha dedicato e dedica la sua vita, affinchè la giustizia faccia il proprio corso? Questo stato,da noi non riconosciuto, vuole colpire tutti quei magistrati scomodi quando si toccano i poteri forti della politica. nessun politico si e’ premurato, tranne qualcuno, a sodalizzare con il giudice scarpinato, se ne guardano bene dal farlo. addirittura casini
accusa il giudice ingroia di una ennesima provocazione.
Per tutti i motivi sopra esposti, noi cittadini chiediamo a questo csm di difendere la giustizia e la legalita’ e non avallare richieste scomode da parte delle istituzioni (parlamento), in questo momento al centro dell’attenzione vigile di tutti gli italiani. In caso di esito negativo intraprenderemo azioni democratiche consentite dalla costituzione, per far si che il Dott. Scarpinato possa continuare la propria missione in completa serenita’.
E ricordate: noi siamo e saremo sempre dalla parte della giustizia.
La presente lettera e’ stata sottoscritta da piu’ di 1.500 persone.
Il presidente MNC
Angelo Sciascia















