L’Udc fa una mossa a sorpresa nel bailamme politico scatenato dopo le dimissioni del presidente della Regione Raffaele Lombardo: il segretario siciliano e presidente dei senatori Gianpiero D’Alia annuncia che proporà al partito l’appoggio a Rosario Crocetta nella corsa alla presidenza, ad ottobre. Non è un passaggio di poco conto nel “tutti contro tutti” registrato finora insieme al vuoto ufficiale dei grossi partiti: il Pd non si è pronunciato su alleanze o candidati mentre nel Pdl ha avanzato la propria candidatura il capogruppo all’assemblea regionale Innocenzo Leontini, alleato col Pid, senza che i vertici romani del partito abbiano reagito.
Ed è anche una grossa novità perchè Crocetta, 61 anni, non è un Democratico moderato ma è stato per 8 anni il “sindaco rosso” di Gela, anche in Sicilia vuol fare “la rivoluzione dei gelsomini” contro “caste, lobby, massonerie, opus dei e mafie” ed è omosessuale dichiarato tanto da fregiarsi del titolo di “primo sindaco italiano gay”. L’eurodeputato Pd è in prima linea da sempre nelle battaglie per i diritti e per il riconoscimento a tutti gli effetti delle coppie omosessuali. Sua è la frase: “Cristo sarebbe favorevole a tutela gay”.
Crocetta che aveva fatto appello “al senso di responsabilità dell’Udc siciliana, che ha intrapreso in questi anni un percorso di discontinuità, affinché si arrivi alla costruzione di una proposta comune di cambiamento per la Sicilia” dice di essere contento per la “convergenza raggiunta” e che “gli uomini di buona volontà si incontrano sempre. Quando si mira al bene comune allora il dialogo diventa, non solo possibile, ma generatore di buona politica”.
Gianpiero D’Alia, dice: “Abbiamo incontrato Crocetta che ci ha illustrato le sue opinioni sul futuro della Sicilia. Ha letto e apprezzato il programma del mio partito che ha come obiettivi principali il risanamento economico e finanziario della Regione, la realizzazione di un patto per la crescita e l’occupazione che parta dal documento stilato dalle parti sociali siciliane lo scorso 1 marzo, e la lotta a ogni forma di illegalità”.
“Crocetta – osserva il senatore – ha convenuto che si tratta di un programma fortemente innovativo che segna la discontinuità con l’esperienza del governo Lombardo. La possibilità di stringere un patto civico con Crocetta nell’interesse della Sicilia ci sembra concreta e siamo convinti che anche il Pd potrà condividere questa nostra opinione”.
Per ora l’ex sindaco non ha nè l’appoggio ufficiale del suo partito nè di altra parte della snistra, una porzione della quale appoggia la candidatura di Claudio Fava. Anzi è stato attaccato da Idv, Sel, Pdci, Prc, dal Pdl e dallo stesso Fava che lo accusano di essere contiguo a Lombardo. Ma lui non si cura degli attacchi: ha creato un suo logo – un megafono al centro della scritta “Crocetta presidente” – e si è dato da fare attraverso forum facebook ottenendo l’appoggio di diverse associazioni, e sui siti Rosariocrocetta.com dove vengono postati i “pizzini” e Crocettapresidente.it.
Prima di darsi alla politica il candidato presidente ha lavorato all’Eni di Gela e ha collaborato con i quotidiani L’Unità e Il Manifesto. Poi entrò nel Pci, quindi aderì a Rifondazione Comunista (fu assessore alla cultura del comune di Gela dal 1996 al 1998) e nel 2000 s’iscrisse al Pdci partito con cui vinse le elezioni, nella coalizione dell’Ulivo, prima nel 2002 (vincendo il ricorso nel 2003) e poi nel 2007 vincendo con quasi il 65 per cento delle preferenze. Nel 2008 lasciò il Pdci per passare al Pd di Veltroni partito con cui è stato eletto eurodeputato.


















