Non posso che plaudire al Decreto del Consiglio dei Ministri che ha mantenuto il Tribunale di Sciacca, insostituibile presidio della lotta alla Mafia ed alla criminalità organizzata, che ha operato ed opera in un ambito, che ricomprende tra l’altro la c.d Bassa Quisquina , che si è caratterizzata per essere stata teatro continuativamente , costantemente e per decenni di delitti efferati, di fatti omicidiari, di incendi, estorsioni, sequestri e per avere dato i natali a personaggi mafiosi di tutto rilievo e di notevole spessore criminale. Tribunale di Sciacca che ha mostrata tutta la propria efficacia di contrasto al fenomeno mafioso proprio, ed anche, in occasione del processo , da recente definitosi, che ha visto alla sbarra i soggetti da me denunziati e condannati a pesanti pene detentive; processo dove mi sono costituito parte civile . La delocalizzazione della giustizia, per quanto necessaria a fini di carattere economico, tuttavia non può, né deve prescindere dall’esigenza di dare immediata e pronta risposta alla fame di giustizia che dev’essere resa in termini di prontezza ed efficienza, ma anche in termini di vicinanza rispetto ai fatti ed agli uomini di cui è demandata di occuparsi. In Sicilia e nell’agrigentino non può dunque valere la fredda logica dei numeri o dei calcoli di natura economica, tralasciando i concreti aspetti della peculiare lotta che qui si conduce ogni giorno , con mezzi scarsi e con enorme sacrifici personali di pochi uomini, Servitori dello Stato (quale anch’io mi sento di essere quale Testimone di Giustizia) , avverso un nemico potente, con ramificazioni articolate e diffuse ed economicamente attrezzato, quale appare essere il fenomeno mafioso. Abolire , come proposto, ma per fortuna non accettato dal Consiglio dei ministri, il Tribunale di Sciacca, sarebbe stato, dunque un premio aggiuntivo ed insperato per l’organizzazione criminale mafiosa, che, come a tutti noto, soffoca l’economia e l’imprenditoria e le attività produttive in genere , con i suoi condizionamenti, i suoi balzelli, la sua prepotenza e prevaricazione. Grazie dunque a tutti i coloro i quali si sono battuti per il mantenimento del Tribunale di Sciacca, ai magistrati del quale (della Procura e della Giudicante) deve andare la gratitudine di tutti i cittadini per espletare il loro lavoro in una terra di frontiera.
Ignazio Cutrò












