“Un rischio finanziario intollerabile” per una vicenda che lascia “delusi e amareggiati”. Così l’ad di Alitalia Andrea Ragnetti, alla vigilia del vertice sul caso Windjet al ministero dello Sviluppo spiega il naufragio della trattativa per il salvataggio della low cost siciliana, che sta creando forti disagi per migliaia di passeggeri, costretti a vere e proprie odissee, e lascia nell’incertezza circa 800 lavoratori, tra dipendenti e indotto, oggi mobilitati a Catania.

“Dopo mesi di duro lavoro, avremmo voluto chiudere la trattativa, accogliere Windjet nel gruppo Alitalia e cosi facendo assicurare la sopravvivenza di una linea area siciliana. Purtroppo, i comportamenti di Windjet ci hanno costretto a rinunciare a un accordo per il quale ci eravamo impegnati a fondo” ha spiegato Ragnetti, in una lettera inviata ai dipendenti della compagnia su intranet. Poi ringrazia per “l’abnegazione e la serietà con la quale state affrontando questo momento”.


“Se non lo avessimo fatto -sottolinea Ragnetti-, avremmo esposto la nostra compagnia a un rischio finanziario intollerabile per una azienda che attraversa un momento cosi duro come Alitalia. Per rispetto a tutti i colleghi che lavorano tutti i giorni per raggiungere la stabilità e sostenibilità finanziaria del gruppo Alitalia abbiamo deciso di non andare avanti. Nonostante questo dobbiamo leggere critiche e affermazioni puramente demagogiche, che ci danno una responsabilità che noi non abbiamo, come se Windjet non si trovasse in questa situazione per la incapacità del suo management di gestirla, ma per nostre colpe”.

Capisco, osserva l’ad di Alitalia,”che sia dura per tutti voi che siete coinvolti nella operatività quotidiana in questa vicenda. Quindi voglio farvi i complimenti per l’abnegazione e la serietà con la quale state affrontando questo momento. Da moltissime parti mi giungono complimenti per lo spirito di servizio e la professionalità con i quali state facendo del vostro meglio per assolvere un compito ingrato, lavorando letteralmente giorno e notte. Sappiate che questi sforzi saranno alla fine riconosciuti dagli italiani, che capiranno i veri contorni di questa vicenda. Questa è ancora una volta l’Alitalia che vogliamo”.

E mentre sul vertice di domani premono le aspettative dei sindacati, che sperano di poter portare a casa qualche notizia positiva, sullo sfondo pesa l’allarme lanciato dal presidente dell’Ente nazionale aviazione civile (Enac) Vito Riggio, che va oltre il caso Windjet. Tutto il “sistema dell’aviazione civile italiana – dice – è a rischio scomparsa, stretto dalla pressione competitiva che viene dalle compagnie low cost irlandesi e inglesi (che non pagano lo stesso volume di tasse che paghiamo in Italia) e dalle compagnie dei Paesi arabi che non pagano il petrolio”.

Intanto le associazioni dei consumatori protestano, presentano esposti (Codacons parla di class action), e annunciano ricorsi per i supplementi che i viaggiatori si vedono costretti a pagare per essere riprotetti su altri voli, mentre la crisi di Windjet rischia di mettere ko anche molti tour operator. Secondo l’Astoi, associazione di Confindustria che riunisce i maggiori tour operator infatti, almeno una decina lamentano perdite (in alcuni casi) fino a 200-300 mila euro.

A Catania, intanto,  i lavoratori WindJet protestano in aeroporto anche negli sportelli dove i passeggeri chiedono di essere riprotetti. “La società che gestisce l’aeroporto catanese ha applicato un ulteriore balzello – dice Vito Riggio presidente dell’Enac – di 10 euro per emettere il biglietto oltre la tariffa stabilita da Alitalia che è di 75 euro per i voli nazionali, 150 per gli europei e 250 per la Russia e ho pregato la compagnia di bandiera di fare pagare in tutto 75 euro senza il sovraprezzo. L’Enac non ha poteri sulle tariffe applicate. Mi auguro che in questo momento di grave crisi nessuno si approfitti dei passeggeri”.

“Andrò a Roma ad accompagnare le parti convocate dal ministro Passera per porre il problema della Windjet”. Il Raffaele Stancanelli ha convocato una riunione in municipio in vista della riunione dell’unità di crisi in programma domani nel ministero dello sviluppo economico per risolvere la vicenda della compagnia low cost siciliana dopo lo stop ai voli di sabato scorso. “Ho sentito il dovere – ha aggiunto Stancanelli – di convocare tutte le parti in causa per vedere quale situazione si può trovare per risolvere un problema serio che non è soltanto quello di 500 persone che non lavorano, ma anche quello di una impresa catanese che rischia il fallimento e sicuramente non per responsabilità soltanto di una sola persona. C’è un rischio forte per una impresa, per 500 famiglie e il sindaco, pur non avendo nessuna competenza specifica, non può non porsi il problema”.

E Ryanair coglie addirittura l’occasione per raccomandare ai passeggeri di prenotare con i suoi vettori “e non con compagnie aeree finanziariamente instabili”. Anche se il quotidiano britannico Indipendent oggi ha rivelato come la low-cost abbia lanciato tre may-day in uno stesso giorno, chiedendo il permesso di atterrare nell’aeroporto di Valencia invece che a Madrid il 26 luglio scorso, per mancanza di carburante. L’ad di Alitalia rassicura circa lo stato d’animo con cui il managment si presenterà al vertice: “così come ci siamo comportati correttamente durante questi lunghi mesi – afferma – vogliamo continuare a comportarci con grande senso di responsabilità anche adesso che la tentazione sarebbe di non avere più nulla a che fare con Windjet”.