Fumata nera. La giornata si chiude con un nulla di fatto e con le due compagnie aeree ferme nelle rispettive posizioni. Tra Alitalia e Windjet non ci sarà nessun accordo, almeno a breve. Inutile anche l’estremo tentativo di riconciliazione delle parti nel tavolo tecnico aperto a Roma. Ed è proprio una nota del ministero dello Sviluppo economico a tracciare il bilancio del vertice.

“Nel corso del tavolo di confronto avviato oggi presso il ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Enac, della Regione Siciliana e del Comune di Catania, con le società Wind Jet e Alitalia-Cai e con le organizzazioni sindacali confederali e di categoria, sono state illustrate dalle parti aziendali le rispettive ragioni che hanno impedito la conclusione dell’accordo per la cessione della compagnia Wind Jet ad Alitalia-Cai”.


“Il Governo – si legge nella nota del Mse – ha preso atto della decisione di Wind Jet, a fini cautelativi,  di chiedere la sospensione della licenza di esercizio di trasporto aereo. Wind Jet ha dato conto di tutte le azioni intraprese da gennaio 2012 per il positivo esito della operazione con Alitalia-CAI. Nel rilevare l’indisponibilità di Alitalia-Cai a finalizzare l’operazione anche per il tramite di soluzioni temporanee, Wind Jet ha comunicato la ricezione di più manifestazioni da parte di soggetti italiani e stranieri interessati alla ripresa della attività di volo”.

“Wind Jet si riserva pertanto di intraprendere, in accordo con i creditori principali e nell’interesse dei passeggeri e dei dipendenti, soluzioni di continuità aziendale anche avvalendosi delle norme approvate di recente dal Parlamento. Nel corso del confronto con Alitalia-Cai, il Governo ha riscontrato il permanere di un interesse strategico per l’operazione nonchè per le competenze professionali in capo a Wind Jet, ma al tempo stesso ha registrato l’esistenza di difficoltà allo stato non superabili”.

“Le organizzazioni sindacali di settore aderenti a Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno sottolineato la necessità di altre risposte più concrete e immediatamente esigibili anche a tutela dei lavoratori, a fronte della presa di posizione di Wind Jet circa iniziative di concordato preventivo  e di riattivazione delle operazioni con l’ingresso di soggetti interessati”.

I sindacati infine hanno chiesto e ottenuto due promesse: la comunicazione entro il mese di agosto dello stato di avanzamento delle iniziative annunciate da Wind Jet; la convocazione entro il mese di settembre di un tavolo permanente sullo stato di crisi generalizzato del trasporto aereo italiano. “Il Governo, alla luce di quanto è emerso, – conclude la nota – continuerà ad interagire attraverso un costante contatto con tutte le parti aziendali, sindacali ed istituzionali coinvolte. Enac continuerà nella azione finalizzata a garantire la riprotezione dei passeggeri già ad oggi programmata fino al 31 agosto”.

Uscendo dal ministero, era stato il sindaco Stancanelli a dare le prime frastagliate notizie sull’esito della riunione, lasciando intravedere qualche spiraglio nella trattativa. “Alitalia dice che ha ancora un interesse strategico per Wind Jet. Per quanto riguarda la compagnia siciliana – aveva detto a caldo il sindaco – nei prossimi giorni si utilizzeranno tutte le norme per salvaguardare la licenza e i creditori. Il governo si è impegnato a monitorare per garantire la continuità della licenza e non far fallire la compagnia. Ovviamente non molleremo la presa, siamo solo ai primi passi, rimarremo vigili sempre accanto ai dipendenti, ai vertici aziendali, ai sindacati per dare uno sbocco positivo alla vertenza su cui  anche oggi abbiamo chiesto con forza al governo che venga fatta chiarezza, evitando, senza pregiudizi ma con fermezza, che per una trattativa che ha punti poco chiari a pagare fossero ancora una volta i siciliani

Parole smentite poco dopo da Windjet attraverso il proprio ad Stefano Rantuccio, che ha riportato tutti, è proprio il caso di dirlo, con i piedi per terra: “Abbiamo rilevato l’indisponibilità di Alitalia ad andare avanti, cercheremo altre vie – ha detto l’amministratore delegato di Wind Jet, Stefano Rantuccio, a margine del tavolo al ministero -Quelli di Alitalia non vogliono andare avanti”.

Nessun mistero, anzi. La posizione di Alitalia è stata chiara sin dall’inizio dell’incontro, così come aveva confermato l’ad Ragnetti entrando al ministero: “Il dossier con Wind Jet non si può riaprire. Con loro non c’è più nessuna possibilità di ricominciare alcun tipo di dialogo. Soltanto un ingenuo può pensare che Alitalia abbia cercato scientemente di far fallire Wind Jet, che invece è fallita o fallirà semplicemente per cattiva capacità gestionale”.

L’ad ha spiegato i motivi della rottura delle trattative: “Abbiamo trovato faticosamente, dopo settimane di lavoro durissimo per Alitalia, un accordo che però per l’ennesima volta Wind Jet non è riuscita ad onorare. Saremmo disponibili, sulla base di quell’accordo, ad andare avanti, ma il problema è che questa è un’azienda che non esiste neanche più, non ha nemmeno gli aerei. Francamente con loro – ha proseguito – non credo ci sia più nessuna possibilità di riavviare alcun tipo di dialogo. Parleremo ora con il ministro ma mi sembra davvero molto difficile”.

Ragnetti ha insistito quindi nella difesa del proprio operato: “Noi non abbiamo mai cambiato idea, ma niente di tutto ciò che avevamo richiesto si è avverato entro il 29 giugno. Faticosamente abbiamo trovato un nuovo accordo il 2 agosto, però non è stato rispettato neanche quello. A un certo punto la pazienza finisce”. Secondo l’ad di Alitalia, Wind Jet è “un’azienda ridotta molto molto male. Lo abbiamo scoperto nei mesi, al ritmo di una scoperta al giorno”. Adesso c’è solo “un avviamento commerciale e ci sono, spero, degli slot, anche se abbiamo scoperto che non tutti operano legalmente”.

Un appello a non applicare “balzelli”, cioè il prezzo dei diritti di biglietteria e le tasse aeroportuali da far pagare ai passeggeri in possesso di biglietti Windjet già incorsi in disagi, viene lanciato dal presidente dell’Enac, Vito Riggio, alle agenzie e agli scali. “Sarebbe davvero sgradevole applicare ulteriori balzelli a chi ha già dovuto fronteggiare situazioni di disagio” rileva Riggio che rivolge quindi”una preghiera alle biglietterie e agli aeroporti” a non chiedere rispettivamente 20 più 25 euro di tasse.

“A 48 ore dallo stop dei voli di Windjet – spiega il presidente dell’Enac nel fare il punto della situazione – nei limiti dei disagi, tutti i passeggeri sono stati riprotetti, tanto che alcuni voli notturni sono stati cancellati. Questo evita di tenere aperti gli scali interessati e costi per gli stessi aeroporti. Oggi sul sito dell’Enac e su quello di Windjet, avendo avuto la liberatoria, sarà pubblicato l’elenco dei passeggeri che sino al 31 agosto hanno biglietti e il volo sostitutivo. Il passeggero può quindi telefonare alla compagnia con cui dovrà volare e acquistare il biglietto via web. Nel caso in cui dovesse rivolgersi ad una biglietteria, immagino persone che non hanno dimestichezza col web o anziane, auspico che non gli si faccia pagare il prezzo delle tasse”.

Un appello a non applicare “balzelli”, cioè il prezzo dei diritti di biglietteria e le tasse aeroportuali da far pagare ai passeggeri in possesso di biglietti Windjet già incorsi in disagi, viene lanciato dal presidente dell’Enac, Vito Riggio, alle agenzie e agli scali. “Sarebbe davvero sgradevole applicare ulteriori balzelli a chi ha già dovuto fronteggiare situazioni di disagio” rileva Riggio che rivolge quindi”una preghiera alle biglietterie e agli aeroporti” a non chiedere rispettivamente 20 più 25 euro di tasse.

“A 48 ore dallo stop dei voli di Windjet – spiega il presidente dell’Enac nel fare il punto della situazione – nei limiti dei disagi, tutti i passeggeri sono stati riprotetti, tanto che alcuni voli notturni sono stati cancellati. Questo evita di tenere aperti gli scali interessati e costi per gli stessi aeroporti. Oggi sul sito dell’Enac e su quello di Windjet, avendo avuto la liberatoria, sarà pubblicato l’elenco dei passeggeri che sino al 31 agosto hanno biglietti e il volo sostitutivo. Il passeggero può quindi telefonare alla compagnia con cui dovrà volare e acquistare il biglietto via web. Nel caso in cui dovesse rivolgersi ad una biglietteria, immagino persone che non hanno dimestichezza col web o anziane, auspico che non gli si faccia pagare il prezzo delle tasse”.

“Avremmo voluto darti il benvenuto a bordo ma da giorni siamo costretti a terra. Ogni minuto di ritardo, ogni spesa imprevista, ogni pianto dei tuoi bambini e apprensione dei tuoi cari in attesa, sono per noi dolorosi più di quanto tu possa immaginare”. Comincia così la lettera aperta indirizzata dal personale di terra, dai tecnici, dagli assistenti di volo e dai piloti Windjet ai passeggeri che stanno subendo disagi negli aeroporti d’Italia.

“Mentre il tuo disagio viene trasmesso in cronaca – scrivono i dipendenti della compagnia low cost – noi siamo in aeroporto, forse un pò rumorosi per farci sentire in questo silenzio assordante. Al contrario di quanto avrai letto o sentito dire però, la nostra compagnia non è fallita: siamo pronti a salire sui nostri aeroplani e portarti a destinazione”. Il personale si aspettava “molto dall’accordo che sembrava veder felicemente convolare a nozze la principale compagnia italiana con il nostro piccolo vettore” e “invece qualcosa non ha funzionato. Le trattative – scrivono i dipendenti Windjet – si sono protratte a singhiozzo sino al culmine dell’alta stagione, momento in cui è saltata l’intesa. Non sapremmo dire perchè questo sia accaduto poco prima dell’inizio o durante le tue vacanze”.

“Siamo stati messi in condizione di non potere più effettuare i voli – continua la lettera – i nostri aeromobili bloccati su aeroporti stranieri in attesa di una schiarita. Sembra poco credibile che qualche capriccio momentaneo costringa te a pagare un iniquo sovraprezzo per poter volare con altre compagnie quando hai già pagato profumatamente un biglietto e noi, che siamo abituati ad accoglierti sull’ aeroplano, a sostare in aeroporto per fare presente che gli aeroplani non volano da soli: c’e bisogno di noi”. La lettera sarà distribuita negli aeroporti e sarà lanciata una petizione per coinvolgere il governo a trovare una soluzione.

“La chiusura della Wind Jet, che lascia sul lastrico centinaia* di lavoratori, è l’ennesimo attentato alla Sicilia e ai siciliani che si consuma nel disinteresse generale delle istituzioni che contano, dal governo regionale al governo nazionale”. Lo dice Rosario Crocetta, eurodeputato del Partito democratico e candidato alla presidenza della regione Sicilia, commentando la crisi che ha travolto la compagnia aerea low cost siciliana. “E’ giusto ricordare che in altri casi, quando si è trattato dell’Alitalia, – aggiunge – è scattata immediatamente la solidarietà nonostante per mesi e mesi tale azienda non ha fatto altro che accumulare perdite. La Wind Jet è una compagnia di bandiera siciliana, che può avere un suo mercato e va fatto ogni tentativo utile per mantenere in piedi l’azienda e per non privare la Sicilia di una compagnia low cost estremamente utile, non solo per attirare turismo, ma anche per dare la possibilità ai siciliani di viaggiare a costi accettabili. Mi appello al Presidente del Consiglio e al Presidente della regione affinché si adoperino immediatamente, per convocare un tavolo di “regia” che non consenta il compimento di un altro delitto ai danni della Sicilia, come è avvenuto invece in questi ultimi mesi nei confronti di importanti poli industriali come quello di Termini Imerese. Bisogna trovare gli strumenti più idonei, – conclude Crocetta – per consentire a Wind Jet di viaggiare”.