Eccellenza Don Francesco Montenegro,
le scrivo in merito al trasferimento di Don Emanuele Casola, attualmente in servizio presso la parrocchia “San Giacomo” di Ravanusa. Anche se io sono di Canicattì, conosco da diversi anni Don Emanuele ed il suo operato svolto per la gente ed i fedeli di Ravanusa. Mi permetto di farle notare che lei non è a conoscenza della vera realtà dei fatti che gravitano attorno alla figura di Don Emanuele. E’ stato informato male. Volutamente. Questo zelante sacerdote, ha riportato la Fede nelle città di Ravanusa; è l’unico con il suo zelo ed il suo amore per il prossimo a servire Cristo e la Chiesa locale. Le informazioni che ha ricevuto sul suo conto, sono calunnie di consacrati-lupi travestiti da agnelli che per gelosie ed invidie umane, hanno screditato la figura di questo Santo sacerdote, che mette in pratica in tutto e per tutto il Vangelo. In questi anni ha portato un’ondata di cambiamento all’interno del già degradato paese, attraverso:
1 La nascita di un numeroso e partecipato gruppo di giovani con annesso coro.
2 L’organizzazione di spettacoli di contenuto cristiano per avvicinare i giovani a Cristo.
3 La maggiore serietà e formazione prima di amministrare i sacramenti ai fedeli.
4 Lo svolgimento della Santa Messa all’aperto, nel periodo estivo, in tutti i quartieri popolari.
5 Tenere la parrocchia aperta il sabato sera, per tutti quei giovani lontani…
7 Varie processioni ed iniziative.
8 La nascita del CAV (centro di aiuto alla vita) per sensibilizzare i giovani contro l’aborto.
E’ UN SACERDOTE SCOMODO, agli occhi degli altri sacerdoti “TIEPIDI” che sfigurano davanti agli occhi della gente del paese, per la loro poca coerenza e per le loro poche o nulle iniziative per la salvezza delle anime.
Ecco perché Don Emanuele si è attirato addosso l’ira di altri consacrati, perché è un vero servo del Signore, che opera senza risparmiarsi. Consacrati che continuano con la loro superbia a danneggiare la Santa Chiesa, amando gli inviti a cena e gli onori degli uomini nelle pubbliche piazze, come Gesù diceva dei farisei. Don Emanuele, invece, ha sempre invitato i giovani e i poveri a cenare con lui in canonica. Ho visto i giovani della parrocchia piangere per il loro sacerdote; come la scena di un film di tempi ormai lontani, quando un sacerdote veniva considerato come un padre. Questi ragazzi, ricambiano a quell’Amore che hanno ricevuto. Lo scrittore Tomasi Da Lampedusa autore de “Il Gattopardo” lo aveva scritto che “il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di ‘fare’. Ed è questo che a Don Emanuele non vogliono perdonare: è un Uomo di Dio che “fa”, agisce, si muove, per il bene della collettività.
Eccellenza, se lei trasferirà Don Emanuele, avrà fatto la volontà degli uomini, non quella di Dio. Non permetta che questo si compia! Non è da lei! Il popolo lo ama, sono state raccolte oltre 2000 firme. Voce di popolo, voce di Dio!
Non permetta questo scandalo! Affinchè non passi il messaggio tra la gente e soprattutto tra i tanti giovani già demotivati e diffidenti verso la Santa Chiesa, che la CHIESA E’ MARCIA, così come ha più volte denunciato pubblicamente il Santo Padre.
Eccellenza, prima di prendere una decisione, prenda informazioni attraverso la gente comune, meditando alla Luce dello Spirito Santo, la scelta da compiere. Rimandi eventualmente a tra un anno il trasferimento, poiché sono in corso molti progetti che stanno a cuore a Don Emanuele in via di consolidamento. Se lo trasferisce adesso, crollerà tutto quello che è stato costruito negli anni passati.
Confido in lei.
Suo figlio e seguace di Maria.
Sal Marchese













