Dopo le prese di posizione dei giorni scorsi, ritorna a parlare il Commissario straordinario dell’Asi di Agrigento, Alfonso Cicero, “Ho già conferito mandato ai legali di querelare gli individui che mi hanno diffamato in questi giorni sulla stampa e su ogni altro mezzo di comunicazione”. Oltre alle querele penali, Cicero spiega che agira’ anche in sede civile per i relativi risarcimenti. “Continuerò serenamente e con estrema fermezza nel mio ruolo di amministratore pubblico – continua il Commissario dell’Asi -. Non saranno certamente i tentativi di intimidazione alla mia azione legalitaria, di vario livello e provenienza, le diffamazioni, i violenti attacchi a mezzo stampa e le macroscopiche falsità comunicate all’opinione pubblica, che fermeranno la mia azione di denuncia contro gli atti illeciti ed illegittimi che hanno sconquassato e devastato l’Asi di Agrigento e anche quelli di natura omissiva che hanno consentito le imprese in odore e colluse di mafia di restare indisturbate nelle zone industriali. La mia azione è pregna di copiosi atti e approfondite verifiche amministrative, che fissano in modo chiaro tutto ciò che ho dichiarato in questi giorni. Chiarisco che anche i “messaggi” dei “potenti” resi a mezzo stampa contro la mia azione di denuncia, ne mi sorprendono e ne mi intimoriscono. Gli atti e l’attività prodotta fin dal mio insediamento, trasmessi sempre alle autorità competenti, rappresentano la mia doverosa azione contro la quale non vi sono “potenti”, “nomi pesanti” e altri che possono pensare di “intimorirmi” usando “strategicamente” violenti attacchi e diffamazioni sulla stampa. Anche i tentativi di confondere le acque, probabilmente sincronizzati sotto strategia, non possono alterare nulla della solarità degli atti verificati e trasmessi, per le diverse competenze, all’autorità giudiziaria per le diverse e gravi ipotesi di reati penali e ingentissimi danni erariali”.

La Cgil interviene in merito alla bufera che ha investito in questi giorni il consorzio Asi dopo il licenziamento dei tre dirigenti a opera del commissario straordinario. “Già nel 2011 – scrive il segretario generale Massimo Raso – la Cgil (unitamente alla Cisl) ha scelto di ‘autosospendersi’ dal Consiglio generale dell’Asi chiedendo piena luce sui tanti fatti contenuti nell”atto parlamentare. Successivamente c’è stata la fase dei commissariamenti da parte dell’Assessorato regionale e, per i metodi usati, le reintegre da parte del Tar nei confronti dell’ex presidente dell’Asi. Ora il fatto vero è comprendere se, in questi anni, a capo dell’Asi vi sia stata una ‘associazione per delinquere’ o, al contrario, il commissario Cicero sia da Trattamento sanitario obbligatorio. Questa confederazione – conclude Raso – non vuole sostituirsi affatto all’opera che serenamente la magistratura contabile e ordinaria intenderanno mettere in campo, ma avverte il bisogno che si faccia la massima chiarezza su ognuno dei fatti oggi messi in piazza, si restituisca serenità all’ Ente e a chi vi opera onestamente che, peraltro, attende ancora con ansia ancora i propri stipendi, problema non da poco”.