Record disoccupazione in Italia nel secondo trimestre del 2012 il cui tasso, su dati grezzi, è arrivato al 10,5%, in crescita di 2,7 punti percentuali rispetto al 2011. È il livello più alto dal secondo trimestre 1999 (11,2%).

A luglio 2012, secondo i dati provvisori destagionalizzati dell’Istat, il numero degli occupati è pari a 23 milioni 25 mila, invariato sia nel confronto con il mese precedente sia in termini tendenziali. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che la stabilità dell’occupazione è sintesi del calo della componente maschile e dell’aumento di quella femminile. Il tasso di occupazione a luglio è rimasto stabile al 57,1% sia rispetto a giugno sia rispetto a luglio 2011.


Il tasso di disoccupazione è aumentato di 2,5 punti percentuali (toccando il 10,7%) mentre è diminuito il tasso di inattività (di 1,6 punti) raggiungendo il 36%. In pratica gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (coloro che pur avendo l’età non rientrano tra le forze di lavoro) a luglio erano 14.272.000 con un calo di 27.000 unità rispetto a giugno e una riduzione di 674.000 unità rispetto a luglio 2011. L’aumento del numero dei disoccupati (695.000 in più a luglio rispetto a un anno prima) è a fronte di una riduzione consistente degli inattivi ovvero dell’aumento delle persone nel mercato del lavoro.

È ancora allarme per il tasso di disoccupazione giovanile in Italia. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale degli attivi, è pari al 35,3%, in aumento di 1,3 punti percentuali rispetto a giugno e di 7,4 punti nei dodici mesi. Lo rileva l’Istat aggiungendo che tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 618 mila e rappresentano il 10,2% della popolazione in questa fascia d’età.

Schizza la disoccupazione in Calabria e in Sicilia, dove il tasso sfiora ormai il 20%. L’Istat fissa il dato del secondo trimestre dell’anno al 19,8 e al 19,4 per cento nelle due regioni del Sud, che risultano le più “disoccupate” d’Italia. Notevole l’incremento di disoccupati rispetto allo stesso periodo del 2011: +7,8% per la Calabria (era al 12% l’anno scorso) e +5,1% per la Sicilia (era al 14,3%): i balzi più elevati del Paese.

In Sicilia sono andati in fumo 35 mila posti di lavoro nel giro di un anno. È quanto emerge dalle rilevazioni dell’Istat sull’occupazione relative al secondo trimestre del 2012. Per l’isola si tratta dell’ennesimo record negativo, nessun altra regione del Paese ha perso un numero così elevato di occupati. In molte regioni, soprattutto al Nord, il trend anzi è opposto, con un incremento degli occupati, come in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Nel secondo trimestre del 2011 gli occupati nell’isola erano un milione 457 mila, adesso sono un milione 422 mila. Dietro la Sicilia si piazza la Campania, che perde 12 mila posti di lavoro.

Il tasso di disoccupazione dell’eurozona è di nuovo record a luglio con l’11,3%, il livello più alto dalla creazione della moneta unica. Lo ha reso noto Eurostat, che ha rivisto al rialzo il dato di giugno, passato dall’11,2 all’11,3%. Stabile, ma sempre al livello record del 10,4%, il tasso nell’Ue a 27 paesi. In termini assoluti, Eurostat stima che il numero di disoccupati nell’Ue a luglio sia salito a 25,254 milioni di persone di cui 18 nella sola eurozona, pari ad un aumento di 343mila unità nei 27 e di 88mila unità nei 17.

Rispetto a un anno fa, quando il tasso di disoccupazione era al 10,1% nell’eurozona e al 9,6% nell’Ue-27, i disoccupati sono aumentati rispettivamente di 2,05 milioni e di 2,1 milioni. I paesi in cui la disoccupazione è più elevata sono la Spagna, dove una persone su quattro è senza lavoro (25,1%) e la Grecia (23,1% a maggio). In Italia il tasso resta stabile al 10,7% (dato provvisorio).

I tassi più bassi sono invece stati registrati in Austria (4,5%), Olanda (5,3%), Germania e Lussemburgo (entrambi 5,5%). Sempre problematica anche la disoccupazione giovanile, ancora in aumento, arrivata al 22,6% nell’eurozona e al 22,5% nell’Ue a 27, dove ci sono rispettivamente 204mila e 182mila giovani disoccupati in più rispetto a giugno, per un totale di quasi 5 milioni e mezzo di persone sotto i 25 anni senza lavoro. In Spagna e Grecia oltre la metà dei giovani è disoccupata (rispettivamente 52,9% e 53,8%).