Provo a immaginare il giorno in cui per l’ultima volta Padre Emanuele pronuncerà a Ravanusa queste parole prima di prendere i bagagli,(pochi i verità non ha neanche la televisone) da portare via,  vedo le lacrime scorrere su un gran numero di fedeli ancora attoniti per una partenza improvvisa e mal doigerita. da tutti anche da chi in Chiesa ci va poco o niente ma che riconosce nel parroco dellaChiesa Madre un carisma che altri finora non hanno avuto.Prete scomodo Padre Emanuele,se per scomodo s’intende chi dice le cose in faccia senza timore alcuno.L’ultimo incontro con Maniaci di Telejato  docet.Può questa scomodità giustificare un trsferimento cos’ improvviso?penso di no e la solideriatà dell’intera collettività locale dimostra di che pasta di uomo e di prete stiamo parlando. “Cristo si è fermato a Ravanusa”…questo il rendiconto dell’operato di Padre Emanuele.Per dieci anni si è visto in concreto il significato della parola Vangelo,operare nei fatti e non nelle parole,si è visto una Chiesa aperta anche di notte e a tutti anche ai poveri ed ai deboli ed agli stranieri.Non una Chiesa di facciata e di apparenza ma la Chiesa che tutti vorremmo, punto di riferimento,faro nella tempesta esistenziale che a volte non ci da tregua..Invece in un gioco di traferimenti si è pensato bene di”piazzare” il nostro parroco in quel di Montevago,paesino con duemila anime.
.Quasi un esilio( alla Don Milani per intenderci) e non come si vorrebbe far credere un luogo di riposo e quasi di svago.Se lo si voleva far riposare perchè non mandarlo allora come si fa di solito al suo paese.?Nel nome del Signore, a volte si fanno tannti errori e spesso si consumano tante ingiustizie.Il fatto che la notizia del suo traferimento fosse nota ancor prima di essere comunicata a lui fa pensare  molto male.Resta l’amaro in bocca e un senso d’impotenza la voglia di stringere qualcosa tra le dita.Ma forse è meglio il silenzio ormai e la constatazione che per molti ormai  purtoppo  a Ravanusa “la messa è finita”

Girolamo La Marca