Tra i consiglieri regionali quelli siciliani (si chiamano deputati) non solo hanno l’indennità più alta, quasi 20 mila euro lordi al mese, ma vantano anche l’appartenenza ai gruppi assembleari più ricchi d’Italia.
Quest’anno l’Assemblea ha versato trasferimenti per 12,65 milioni di euro, soldi distribuiti ai vari gruppi parlamentari per la gestione delle attività in base al numero dei parlamentari e dei dipendenti. Una cifra destinata ad aumentare, nonostante il caso Lazio e il vento di antipolitica e astensionismo (oltre 45% non andrà a votare secondo i sondaggi) che soffia minaccioso sulle elezioni regionali di ottobre. Dal prossimo anno i gruppi parlamentari riceveranno 100 mila euro in più da spartirsi. L’incremento è previsto nel bilancio triennale dell’Ars. Il budget passerà dagli attuali 12,65 milioni a 12,75 mln.
A metà anno tra i tagli varati in periodo di spending review, l’Ars aveva deciso di ridurre i trasferimenti ai gruppi per il 2012, tagliando poco più di un milione di euro (da 13,71 mln a 12,65 mln): 950 mila euro in meno alla voce “contributo per le attività di supporto dei deputati” e 112 mila euro in meno per il “funzionamento dei gruppi e per il relativo personale”.
Contestualmente, nel bilancio triennale 2012-2014 però è stato inserito il piccolo ritocco al rialzo pari a 100 mila euro, che di fatto annulla il taglio di 112 mila euro del documento contabile del 2012. La fetta più consistente di trasferimenti va al Pd, il gruppo più numeroso, che ha incassato circa 2,5 milioni di euro metà dei quali destinati agli stipendi dei dipendenti. Trecento mila euro, secondo quanto comunicato dai democratici, è andato a “iniziative territoriali”, 20 mila euro per i rimborsi di pasti e caffè consumati dal personale alla buvette di Palazzo dei Normanni. Settecento mila euro ciascuno dichiarano di avere incassato Fli e Grande Sud, qualcosa in più l’Udc che ha utilizzato 200 mila euro per i “portaborse”.
Bocche cucite invece nel Pdl. “Non saprei dire l’ammontare, il funzionario che si occupava del bilancio è stato fuori per motivi di salute”, dice l’ex capogruppo del Pdl, Innocenzo Leontini, ora transitato nel Pid. Che assicura: “I soldi sono stati spesi per finalità relative alle attività del gruppo”.
L’80% dei fondi, sussurra un pidiellino anonimo, “è stato usato per pagare i dipendenti, alcuni dei quali guadagnano in maniera eccessiva”. C’è chi a fine anno accumula 150 mila euro “solo per fare fotocopie”, rivela il deputato.
Sulle cifre a disposizione dei gruppi la Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta e si appresta ad acquisire bilanci e rendiconti dai singoli gruppi. I giovani di Grande Sud, intanto, hanno chiesto al presidente dell’Ars, Francesco Cascio, di spiegare come ha utilizzato i “fondi riservati”: 380 mila euro spesi nel 2010, secondo quanto risulta dal rendiconto finanziario. Stessa cifra è stata appostata nel bilancio del 2011. “Posto che i fondi riservati essendo tali non necessitano di alcuna rendicontazione, non avendo però io nulla da nascondere e avendo sempre agito nella totale trasparenza, non ho alcuna problema a rendicontare le spese. Valuterò con gli uffici come farlo per non incorrere in una violazione dei diritti di privacy”.
Altro fronte aperto riguarda i “fondi riservati” del governatore Raffaele Lombardo: ha speso 500 mila euro nel 2011, nonostante in bilancio ne siano stati stanziati 200 mila. Si tratta di “contributi ai bisognosi”, ha spiegato Lombardo.
















