La probabile incandidabilità per un ritardo nello spostamento della residenza in Sicilia avrebbe fatto annegare anche liste e aspiranti deputati regionali a lui collegati e per questo Claudio Fava, giornalista, scrittore sceneggiatore, ha rinunciato alla corsa alla presidenza. E, dopo circa 24 ora di fila di riunioni, discussioni, telefonate tra esponenti della coalizione che lo sostiene (Sel, Idv, Verdi e Federazione della sinistra), è venuto fuori il nome del nuovo candidato: Giovanna Marano, 53 anni, infermiera, due figlie, leader sindacale, da qualche mese presidente del comitato nazionale della Fiom mentre prima era segretaria siciliana del sindacato dei metalmeccanici della Cgil.
Marano ha detto: “Ho valutato la proposta per qualche ora. Ho accettato perchè si tratta di una situazione di emergenza. Sono comunque onorata. Penso che il paradigma di questo cavillo che ha impedito di spendere la candidatura di Claudio Fava diventi un’opportunità per i siciliani per credere in una nuova buona politica”.
Decisione sofferta quella dell’ex aspirante presidente, e presa in tempi strettissimi – sono state discusse anche le candidature di Rita Borsellino e del senatore Idv Fabio Giambrone – perchè domani alle 16 scadono i termini per la presentazione delle liste per le elezioni regionali del 28 ottobre, che prevede però una sua vicepresidenza se Marano venisse eletta governatrice. Ipotesi che secondo gli ultimissimi sondaggi non è molto realistica perchè Fava era quarto tra i 12 concorrenti alla carica dopo Nello Musumeci Pdl-Pid-la Destra, Rosario Crocetta, Pd-Udc-Api, Gianfranco Miccichè Grande sud-Mpa, ma prima di GiancarlO Cancelleri del movimento cinque stelle e di Cateno De Luca, sindaco, ex deputato regionale rinviato a giudizio per un presunto “sacco edilizio” che corre sotto la bandiera di “rivoluzione siciliana”.
La Sinistra che appoggiava il figlio di Pippo Fava, giornalista catanese ammazzato dalla mafia, punta soprattutto a portare deputati nell’assemblea regionale siciliana dove in questa legislatura non c’erano suoi rappresentanti. E i partiti hanno cominciato, appena ottenuta la risposta affermativa di Marano, la corsa alla raccolta delle firme per il nuovo candidato.
“La scelta – ha detto l’ex eurodeputato – di una dirigente del movimento sindacale, protagonista delle più importanti vertenze operaie in Sicilia, raccoglie la sfida sul lavoro e sui diritti sociali che sono al centro del nostro programma di governo. Ho deciso di accompagnare Giovanna Marano da candidato vicepresidente – ha aggiunto – sottraendo la mia candidatura alla Presidenza al rischio di un già preannunciato rigetto e sulla base di una considerazione politica ispirata al massimo senso di responsabilità verso la coalizione e gli elettori siciliani”.
“È irrituale – ha anche detto – che le informazioni sull’anagrafe elettorale siano state raccolte e presentate a Montecitorio ed è irrituale che un cittadino si possa candidare alle provinciali e alle europee e non alla Regione siciliana perchè vige una sorta di ius sanguinis”.
E mentre il leader Idv Antonio di Pietro afferma che “il progetto politico che la candidatura di Fava incarnava continua, il capogruppo Pd all’Ars Antonello Cracolici dice: “Dopo questa vicenda surreale dell’incandidabilità di Fava, mi sarei aspettato che venisse ascoltato il popolo del centrosinistra che chiede unità per sconfiggere il candidato della destra: perfino il ‘destinò ha tentato fino all’ultimo di far riunire la coalizione. Perchè ancora divisioni che rischiano di far vincere la Destra?”.
Da parte sua, il presidente di Sel Nichi vendola ha sostenuto che “Claudio Fava ha dimostrato ancora una volta di quale pasta sono fatti i veri politici, che hanno a cuore la buona politica. Un cavillo non ferma un’onda di cambiamento e la Sicilia si merita un rinnovamento vero. Giovanna Marano sarà una candidata straordinaria, espressione della Sicilia migliore”.

















