Novanta indagati, edifici e ville sequestrate il bilancio di un’operazione antiabusivismo a Lampedusa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento. La Guardia di finanza ha messo i sigilli anche alla villa della società Cala Creta in cui abita Claudio Baglioni, anche se il cantante non è tra le persone indagate. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Agrigento, Albero Davico su richiesta del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e del sostituto procuratore Luca Sciarretta. Nell’inchiesta ci sono 90 indagati, tra proprietari di immobili, liberi professionisti, tecnici del Comune e della Soprintendenza di Agrigento. Tra questi l’ex soprintendente di Agrigento ed attuale direttore del museo archeologico di San Nicola, Gabriella Costantino, l’attuale direttore della Casa Museo Luigi Pirandello Vincenzo Caruso e l’ex capo dell’Utc di Lampedusa Giuseppe Gabriele. Le accuse formulate dalla procura, a vario titolo, sono di lottizzazione abusiva. Secondo il Gip le attività di lottizzazione abusiva sono state accertate ed il sequestro serve ad impedire “la commissione di altri reati, connessi al processo di speculazione edilizia attualmente in pieno svolgimento sull’intera area. Gli immobili sono destinati a un futuro provvedimento di confisca con conseguente acquisizione di diritto e gratuitamente al patrimonio del Comune di Lampedusa.

“L’amministrazione comunale guarda con fiducia all’azione della Procura di Agrigento che ha portato al sequestro di alcune decine di immobili in località Cala Creta. Sapevamo che la vicenda di quella lottizzazione non era conclusa, come sappiamo che all’interno del villaggio ci sono immobili realizzati in tempi diversi, sia legittimi che abusivi, e che nell’area pendono ancora istanze di sanatoria. Le carte sono dal 2011 nelle mani della magistratura e quindi non sono nella nostra disponibilità. Chiederò nei prossimi giorni l’accesso agli atti”. Questo il commento del sindaco delle Pelagie Giusi Nicolini a seguito del blitz della Guardia di finanza. Il sequestro delle ville di Cala Creta, va ricordato, discende da un filone della maxi indagine per tangenti che coinvolge l’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune, l’ing. Gabriele, insieme ad altre dieci persone, tra cui l’ex sindaco De Rubeis. “Siamo tuttavia coscienti che per chiudere la sciagurata stagione dell’abusivismo e delle lottizzazioni selvagge a Lampedusa, accanto al lavoro dei magistrati, è necessaria un’azione forte di riordino e governo del territorio. Solo così sarà possibile costruire le basi per un futuro economico sano e duraturo impostato su una proposta turistica di alta qualità che Lampedusa ha le carte in regola per offrire. Proprio in quest’ottica, – conclude il sindaco – la giunta ha appena approvato un atto di indirizzo che rompe con il passato e dichiara guerra alla consuetudine tollerata per troppi decenni che ha portato alla privatizzazione di fatto di terreni pubblici per usucapione. D’ora in poi la tutela del territorio alle Pelagie passa anche per la riaffermazione della proprietà pubblica che deve essere a disposizione degli interessi collettivi”.