Anche se bolla come “indiscrezioni giornalistiche” le voci di una sua discesa in politica, il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, pronto per la missione Onu in Guatemala, incassa l’apprezzamento del popolo di Facebook che si scatena inneggiando al prossimo candidato alla poltrona di premier. “Condividiamo Dr Ingroia presidente – scrive un utente sulla pagine della ‘segreria organizzativa’ di Ingroia sul social network -, vero o falso che sia l’articolo del Messaggero, credo che sia importante in questo eccezionale momento storico fare sentire la ns vicinanza al Dr Ingroia. Se decidesse di fare questo percorso politico, noi siamo con lui per il bene del Paese. Forza Antonio puoi fare molto per questo stanco e sfiduciato Paese”.

E ancora: “Troppo bello per essere vero! In un momento così difficile – scrive una fan – dove ne abbiamo sentite e viste di cotte e di crude, dopo la sfiducia di un popolo nei confronti di una vecchia politica che ci ha portato ai margini di una invivibilità inaudita, sperare di risalire e mettere le cose al proprio posto sembra quasi un’utopia. Chi meglio di una persona onesta, leale, come Ingroia potrebbe prendere sulle spalle un fardello così gravoso, per poter ridare alla gente quella fiducia perduta? Io voto sì! Forza Ingroia”.


Il procuratore aggiunto di Palermo però non si espone: “Non c’è nulla di concreto”, assicura ai cronisti del capoluogo siciliano dove ha presentato il suo libro “Palermo”. “In questi anni il lavoro della magistratura è stato penalizzato da un clima spesso ostile alla sua azione, clima che si è tradotto anche in pesanti campagne di disinformazione e denigrazione soprattutto nei confronti di quei magistrati che hanno indagato sui potenti del Paese”, ha detto il procuratore. “Questo clima – ha aggiunto – ha nuociuto anche a settori della politica che avevano sostenuto la magistratura dotandola di uomini e mezzi”.

Ingroia ha poi commentato l’intervista del “Fatto” al pentito Gaspare Mutolo, che vede nell’astensionismo in Sicilia un segnale di Cosa nostra: “E’ plausibile che questo sia un avvertimento politico ai possibili interlocutori. Non faccio riferimenti a sigle di partito. L’astensionismo della mafia potrebbe creare premesse per nuovi discorsi ed eventualmente nuovi patti”.