La guerra alla criminalità organizzata si combatte anche con il lavoro della terra. Un lavoro, quello sui beni confiscati alle mafie, che Libera porta avanti da anni. Per questo la Confederazione italiana agricoltori ha deciso di regalare all’associazione un trattore destinato alla cooperativa sociale Rosario Livatino di Naro che ha iniziato l’attività a fine giugno sui terreni sequestrati al clan dei Guarneri di Canicattì. Cooperativa intitolata proprio al “giudice ragazzino” ucciso dalla mafia, che negli anni Ottanta aveva avviato le procedure di esproprio dei terreni adesso assegnati all’associazione. Le chiavi del trattore sono state consegnate al presidente di Libera don Luigi Ciotti dal presidente della Cia nazionale Giuseppe Politi e dal business director di New Holland Italia Marco Mazzaferri. L’obiettivo comune è quello di ripartire dall’agricoltura per proporre un modello di sviluppo alternativo alla logica del sopruso e del ricatto.












