Sarà una perizia fonica, disposta dal Gup del Tribunale di Caltanissetta, davanti al quale si sta svolgendo il processo con il rito abbreviato per una rapina compiuta ad una prostituta, ad accertare se la voce intercettata dalla polizia sia quella di F.M. 28 anni di Canicattì. Per questo motivo, il Gup, ha dato incarico ad un perito nominato dal tribunale, di effettuare le comparazioni tra le voci captate dalla polizia durante le indagini che poi hanno portato all’arresto di F.M. e di un altro canicattinese, V.L. di 23 anni.
A chiedere la perizia fonica per il loro assistito sono stati gli avvocati Giovanni Salvaggio e Giuseppe Giardina. L’episodio per il quale il canicattinese è sotto processo a Caltanissetta risale all’aprile del 2010. Secondo quanto ricostruito dalla polizia i due, dopo avere letto l’annuncio su di un quotidiano avevano deciso di incontrare la prostituta.
Il loro obiettivo però non era soltanto quello di trascorrere qualche momento di sesso ma cercare di capire dove potesse nascondere i soldi. Dopo avere consumato un rapporto i due canicattinesi avevano notato che la donna teneva nascosti i soldi guadagnati con i clienti in una lampada alimentata a gas che serviva anche per riscaldare l’ambiente. I due sarebbero così tornati nell’alcova e dopo avere minacciato la prostituta, le avevano tolto i soldi che aveva con sé sicuri di rimanere impuniti.
Così non è stato perché i due erano controllati nell’ambito dell’inchiesta antidroga «Strike»
FONTE: CARMELO VELLA












