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Canicattì, “uva Italia” in crisi: niente raccolto l’uva sta marcendo

Scritto da il 30 novembre 2012, alle 07:58 | archiviato in Canicattì, Cronaca, Economia, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Rimarranno sulle piante i grappoli della famosa uva Italia prodotta nelle zona di Canicattì. Quella di quest’anno sembrava una annata buona per uno dei prodotti ad indicazione geografica protetta più ricercati e di eccellenza. Purtroppo giunti a metà stagione, cioé in questi giorni, è accaduto quello che nessuno avrebbe potuto immaginare.

Tutta colpa della nebbia, la chiamano così in gergo i viticoltori, che fa sparire alla vista le piantagioni e quando l’uva rimane immersa nei fitti banchi, succede che la condensa (e forse anche un fungo) portano gli acini a marcire.

“E’ come se l’uva raggiungesse la marcescenza prima del previsto – spiega Marsello Lo Sardo, titolare di una azienda di produzione di Canicattì -. Secondo i nostri calcoli, data la stagione calda che ci ha aiutato molto, quest’anno avevamo previsto di potere commercializzare la nostra uva addirittura fino a dicembre. Invece, siamo costretti a fermarci adesso e lasciare il prodotto sulle piante. Abbiamo cercato di salvare il salvabile ma ci siamo illusi, i grossi compratori non vogliono uva che non sia integra in tutte le sue parti pena, un abbassamento del prezzo tale che fa diventare antieconomico la commercializzazione”.

L’area interessata dal problema è molto vasta, 24 comuni al confine fra le provincie di Agrigento e Caltanissetta, oltre diecimila quintali di uva lasciata a marcire sulle piante e 40 giorni di lavoro perso da migliaia di lavoratori che saranno costretti a rimanere a casa.

“La cosa tragica, – dice Antonio Di Grigoli, presidente del consorzio tutela e promozione uva da tavola – è che non possiamo usufruire neanche della legge 102 perché questa legge interessa i produttori e non i commercianti quindi, noi siamo tagliati fuori da qualsiasi aiuto di tipo regionale o comunitario. Certo, adesso avremmo bisogno di potere spiegare le nostre ragioni ed ottenere una forma di aiuto e proprio per questo, abbiamo chiesto di poterci confrontare con il neo assessore regionale all’agricoltura. Non parlo solamente a nome degli iscritti al nostro consorzio ma di tutti i
produttori del circondario; l’uva Italia ha dato tantissimo a questo territorio e già da molti anni esiste un indotto importante che coinvolge commercianti e produttori ma ora, c’é assolutamente bisogno di un aiuto tangibile”.

GdS



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2 Risposte per “Canicattì, “uva Italia” in crisi: niente raccolto l’uva sta marcendo”

  1. texwiller ha detto:

    …se la so’ magnata gli agricoltori o i così pseudodicenti. “Scarponi grossi. Cervelli fini.”. Sono gli stessi che hanno da sempre tenuto in scacco tutti. Conseguendo cospicui contributi. anno dopo anno. Da Stato. Regioni. Province. Comuni. E negli ultimi anni, dalla C.E.E.. Come un ingrosso dal quale attingere soldi a piene mani. Senza produrre. Senza investimenti. Senza creare ricchezze e posti di lavoro. Se la situazione economica in Italia è oggi ai minimi storici, lo si deve principalmente a tali speculazioni. Le banche ci hanno marciato. E le organizzazioni criminali (soprattutto) ci hanno marciato. Questi non pagano mai. E continuano a mantenersi auto di grosse cilindrata facendone sfoggio in barba a chi non si può permettere quanto essi si permettono. Il tutto a danno dei piccoli produttori. Dei piccoli investitori. Dei consumatori. E badate si tratta degli stessi loschi individui che, non solo non hanno mai pagato le tasse dovute allo Stato, ma fomentano “muovono” i cosiddetti movimenti di protesta, perseguendo, al solito, l’obiettivo di continuare a non pagare i dovuti e sacrosanti tributi. Continuare a “gabbare” il resto del mondo con il loro modo di essere “parassiti”. Non ho sentito un solo politico prendere posizioni su queste “sperequaqzioni” di classe. Che hanno una sola tessera: quella di un comunismo squallido e puzzolente.

  2. x texwiller:
    se ci sono stati decenni di benessere a Canicattì, li abbiamo avuti grazie agli scarponi grossi(come li chiami tu), e non grazie a lei.
    Meglio non continui a scrivere quello che penso di gente come lei.

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