I poliziotti del Commissariato di Licata e agenti della Squadra Mobile di Agrigento hanno eseguito all’alba sei misure cautelari, 3 in carcere ed altrettante ai domiciliari, firmate dal Gip del Tribunale di Palermo,Riccardo Ricciardi, su richiesta dei magistrati della Dda, con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso ed intestazione fittizia di beni. Tutti gli arrestati sono licatesi. In carcere Angelo Occhipinti, 58 anni, Giuseppe Galanti, 54 anni, Antonio Pasquale Cardella, 61 anni. Sottoposti ai domiciliari: Gianluca Vedda, 37 anni, Giuseppe Cardella, 31 anni, e Claudio Giuseppe Cardella, 37 anni, rispettivamente il figlio e il nipote di Antonio Pasquale Cardella.  L’operazione e’ stata denominata in codice “Ouster”, che significa “Imposizione” o anche il tentativo di estromettere il titolare di un’azienda per appropriarsene. Le indagini avviate nel 2009 sono durate oltre due anni. Stanchi delle vessazioni subite e delle imposizione del pizzo continuo, anche con la minaccia, alcuni degli imprenditori vittime degli estorsori hanno denunciato i loro aguzzini. Due invece le aziende sequestrate preventivamente dalla Guardia di finanza di Agrigento: la “Nova Car Srl” e la ditta individuale “Vedda Gianluca”, entrambe con sede a Licata.