L’imprenditore Ignazio Cutrò, che denunciò i propri estortori e da allora vive sotto scorta, ha incontrato oggi a Palazzo d’Orleans il Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Nel corso dell’incontro Cutrò ha consegnato al Governatore siciliano una lettera, firmata dallo stesso, ma anche da altri due testimoni di giustizia, Giuseppe Carini e Piera Aiello per “sottoporle il nostro estremo disagio e abbandono da parte delle istituzioni del paese. Da anni – dicono – denunciamo il nostro totale stato di abbandono”. In particolare, i testimoni di giustizia chiedono a Crocetta il “reinserimento lavorativo e sociale”. “Se il Governo Cuffaro si è reso promotore di una legge regionale per l’assunzione dei familiari delle vittime non vedo perchè mai il Governo regionale da Lei presieduto non possa allargare la legge ai testimoni di giustizia o in alternativa adottare una nuova legge che sulla falsariga di quanto ipotizzato da Beppe Lumia preveda l’assunzione dei testimoni nella pubblica amministrazione”. “Per noi testimoni di giustizia siciliani costituirebbe la prova del sostegno, senza se e senza ma, a quanti hanno sacrificato la propria vita e il proprio futuro per la libertà della nostra terra e sarebbe un gesto di forte impatto politico e sociale. Un segnale chiaro ai detrattori che tante chiacchiere hanno scritto e detto durante la campagna elettorale”. E ricordano che la Regione Calabria ha già adottato provvedimenti in questa direzione “per sostenere quei cittadini calabresi onesti in materia di contrasto alla ‘ndrangheta”. Durante l’incontro Crocetta si è detto disponibile ad approvare una legge che preveda l’assunzione dei testimoni di giustizia alla Regione. “Sono felice – dice Cutrò – perchè il Governatore ha dimostrato grande disponibilità e sensibilità”.