Da ieri mattina i collegamenti ferroviari da Canicattì con Caltanissetta e Gela sono sospesi e vengono effettuati con un servizio di bus navetta che parte dalla stazione centrale della città dell’uva Italia. Il problema, ufficialmente, è dato da alcuni lavori di manutenzione della rete ferroviaria che si stanno effettuando lungo la tratta che dalla città arriva nella vicina Serradifalco.
Interventi, che dovrebbero concludersi entro la fine del prossimo mese di febbraio. Ma l’impressione è quella che stavolta davvero sia vicina la chiusura della stazione ferroviaria di Canicattì, considerata da Trenitalia un ramo secco. Infatti, ormai da Canicatti partono soltanto poche coppie di treni destinazione: Caltanissetta, Gela ed Agrigento e si tratta soprattutto di corse scolastiche. Invece, molti servizi di collegamento vengono effettuati con servizio sostitutivo tramite pullman come ad esempio la corsa per Modica che passa da Licata. Pochi i pendolari che scelgono la stazione di Canicattì per recarsi a Gela per lavorare all’interno del petrolchimico.
Mentre il trasporto merci è ormai del tutto concluso. Un taglio dei collegamenti che non lascia presagire nulla di buono per il futuro dello scalo che lentamente si starebbe avviando alla dismissione La stazione ferroviaria, ha subito nel tempo un progressivo declassamento tanto che il flusso passeggeri rispetto agli anni in cui arrivavano emigrati provenienti da Francia e Germania soprattutto, è calato vertiginosamente tanto da fare diventare lo scalo ferroviario quasi come una fermata in aperta campagna.
Facendo un confronto infatti, i numeri parlano chiaro nel senso che fino a qualche decennio fa giornalmente arrivavano o partivano migliaia di persone mentre ora male che vada si possono contare sulle dita di una mano. Sulla vicenda della possibile chiusura della stazione ferroviaria di Canicattì è intervenuto Antonino Stella della Uil trasporti. “A preoccuparci – dichiara il sindacalista- è la paventata chiusura della ferrovia Canicattì – Gela, sui cui binari ormai viaggiano soltanto un paio di coppie di treni al giorno. Dopo che sono stati spesi centinaia di migliaia di euro per l’ammodernamento infrastrutturale e tecnologico, non si è, paradossalmente, provveduto al rilancio del sistema, in un territorio, tra l’altro, privo di autostrade, e quindi potenzialmente competitivo rispetto al vettore stradale.
Se adeguatamente potenziato, il servizio, potrebbe risolvere i gravi problemi di mobilità esistenti tra Gela, Licata e Canicattì. In tal senso invitiamo la Regione Siciliana a decidersi, una volta e per tutte, a programmare un contratto di servizio che contempli il rilancio di questo ramo che, a nostro avviso, è tutt’altro che secco”. Incontro che dovrebbe tenersi la prossima settimana a Palermo alla presenza del Governatore Rosario Crocetta”. “Chiediamo – conclude Antonino Stella- l’interessamento a anche dei Presidenti delle province di Agrigento e Caltanissetta ed anche dei sindaci dei comuni interessati”.












