L’ex convento della Badia ospiterà un “Centro Culturale della Legalità e dell’inclusione sociale” e verrà dedicato a tre martiri della Giustizia i giudici Rosario Livatino ed Antonino Saetta ed il figlio Stefano caduti per mano mafiosa. Infatti, il sindaco Vincenzo Corbo, ha dato il via libera all’assessore comunale Giuseppe Ferrante Bannera per aprire in via definitiva e rendere fruibile per intero il restaurato ex convento.

Da quando nel 2011 i lavori furono completati e da quando lo scorso anno il complesso venne formalmente riconsegnato all’amministrazione comunale dalla ditta realizzatrice il recupero storico ed architettonico la struttura ha ospitato solo in maniera occasionale eventi culturali e pubblici. In alcuni casi addirittura ha ospitato manifestazioni di carattere privato di gruppi di vario genere tradendo anche quella che dovrebbe essere la destinazione principale cioè di centro per la Legalità e le politiche sociali antimafia visto che i finanziamenti pubblici sono arrivati dalla misura del “Pon Sicurezza”.


Adesso il sindaco ha sciolto ogni dubbio ed ha affidato la direzione organizzativa della struttura all’assessore Giuseppe Ferrante Bannera che tra le sue deleghe ha anche quelle ai Grandi Eventi e promozione del territorio. “Si tratta senza dubbio di una sfida con me stesso –dichiara Bannera- perché in questo momento attrezzare una struttura del genere non è facile. Lo è ancora meno quando le risorse si assottigliano e si vuole rianimare una zona che si spopola sempre più”.

I locali della ex Badia sono stati ristrutturati proprio per ospitare un “Centro culturale della Legalità e di inclusione sociale” che sicuramente consentirà alla città di Canicattì un salto di qualità, anche scientifico sul fronte dell’affermazione dei valori di Legalità e Giustizia e della cultura antimafiosa.

“La prima cosa che farò –aggiunge Bannera- è realizzare un museo etnoantropologico legato alla nostra città ed insieme un centro culturale per la Legalità che avrà in Rosario Livatino, Antonino e Stefano Saetta i più genuini testimoni alle attuali e future generazioni raccogliendo anche l’invito arrivato da diverse associazioni impegnate su questo fronte da tempo. Inoltre, – conclude- creerò anche un flusso turistico legato ai temi religiosi, culturali e della legalità”. L’assessore Bannera, infine, pensa di realizzare i due progetti a costi molto contenuti e cercando di non gravare sul bilancio comunale sfruttando proprio la disponibilità della società civile e dell’associazionismo nel tentativo di rianimare il centro storico e la parte alta di Canicattì.