Il Papa sceglie un vescovo antimafia per guidare la delicata arcidiocesi di Monreale. Il pastore scelto da Benedetto XVI è l’arcivescovo di Piazza Armerina, Michele Pennisi, autore di diversi attacchi antimafia che gli sono costati l’ira di Cosa Nostra di Gela, che già nel 2008 lo fece bersaglio di pesanti intimidazioni. Pennisi guiderà l’arcidiocesi di Monreale, che durante l’episcopato di Salvatore Cassisa vide prelati coinvolti in inchieste per mafia.
Il successore di Cassisa, Cataldo Naro, mandato da Giovanni Paolo II a “purificare” quella chiesa locale, morì poi a causa di un ictus un paio d’anni dopo la nomina che era stata seguita da un lungo braccio di ferro per poter entrare nell’episcopio che Cassisa non voleva lasciare.
Dal 2007 l’arcidiocesi, nel cui territorio e’ compresa anche una vasta zona della periferia di Palermo, è stata retta da monsignor Salvatore Di Cristina, che lascia oggi per ragioni di età (ha 76 anni) avendo ristabilito serenità e credibilità, impresa che non era riuscita invece a monsignor Pio Vigo, che nominato nel 1997 chiese di essere trasferito e nel 2002 fu spostato a Acireale, senza essere riuscito nel suo quinquennio nemmeno a prendere possesso dell’Episcopio di Monreale e lasciando cosi’ in eredità a monsignor Cataldo Naro l’ex arcivescovo Cassisa, che all’epoca era lui stesso indagato dalla Magistratura.
Monsignor Pennisi (67 anni) e’ originario di Licodia Eubea (diocesi di Caltagirone e provincia di Catania), e ha conseguito licenza e dottorato in Filosofia e Teologia presso l’Universita gregoriana. Successivamente ha insegnato Teologia dogmatica presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania e Sociologia nella Scuola di servizio sociale Luigi Sturzo di Caltagirone divenendo poi anche rettore del Seminario di Caltagirone e Vicario Episcopale per la Pastorale sociale e culturale.
Giovanni Paolo II lo ha poi chiamato a Roma come Rettore del prestigiosissimo Almo Collegio Capranica, del quale Pennisi era stato allievo durante gli anni della sua formazione teologica. E’ autore di studi su Don Luigi Sturzo.
Dal 2002 era vescovo di Piazza Armerina, ed è membro del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Comitato Scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, e segretario della Commissione Episcopale per l’Educazione. Negli anni del suo episcopato a Pizza Armerina, il nuovo arcivescovo di Monreale e’ tornato spesso a lanciare i suoi moniti contro i boss, anche ricordando il sacrificio del magistrato Rosario Livatino, ucciso 22 anni fa da alcuni appartenenti alla “Stidda” agrigentina.
“La mafia è incompatibile con la vita cristiana”, ha tuonato pubblicamente monsignor Pennisi. Secondo il vescovo, la
Chiesa siciliana non può non sentirsi legata alla presa di coscienza dettata da Giovanni Paolo II nel 1993 a Agrigento; e
al “conseguente rifiuto di ogni compromissione della comunità ecclesiale col fenomeno”.












