Il Papa lascia il pontificato dal 28 febbraio. Lo ha annunciato personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto.

È la settima volta in oltre duemila anni che un Papa abdica. Il primo, nel 97 dopo Cristo, fu Clemente I, seguìto nel 235 da Ponziano e da 537 da Benedetto IX, un altro Benedetto, nel 1045. Poi fu la volta di Celestino V, che nel 1294 si rese protagonista del “gran rifiuto” abbandonando il Pontificato per “recuperare con la consolazione della vita di prima, la tranquillità perduta”. Infine, nel 1415, ad abdicare per l’ultima volta fu Gregorio XII, che però fu spinto all’abdicazione dalle controversie del Concilio di Costanza. Poi, per 598 anni, nessun Papa si è mai dimesso.


Benedetto XVI ha spiegato di sentire il peso dell’incarico di pontefice, di aver a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa: “Ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005”.

Il Papa, tra i motivi addotti, ha parlato di “ingravescentem aetatem”, cioè l’età avanzata. “Nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo è necessario anche il
vigore sia del corpo, sia dell’animo”. “Carissimi Fratelli  – ha aggiunto – vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti”

La sua decisione, annunciata in latino davanti al collegio cardinalizio e alla Casa Pontificia, è stata accolta nel più profondo silenzio e con smarrimento. Benedetto XVI ha chiesto di indicare un conclave per l’elezione del successore.

“Un fulmine a ciel sereno”. Con queste parole il decano del collegio cardinalizio, cardinal Angelo Sodano, ha commentato la decisione del Papa.

Sconcerto e incredulità tra i romani e i tanti turisti a Piazza San Pietro alla notizia delle dimissioni annunciate di Benedetto XVI. “Ma è vero? E poi perchè? Sta male”, queste le domande che si rincorrono nella piazza alla notizia che coglie tutti di sorpresa.

Si sono subito raccolti in preghiera sulla tomba di San Francesco i frati di Assisi appena appresa la notizia che Benedetto XVI lascera’ il pontificato il 28 febbraio. La comunita’ religiosa si e’ detta ”attonita’ e sorpresa”. ”Preghiamo per il Santo Padre e per la Chiesa in questo particolare momento storico” ha annunciato la sala stampa del Sacro Convento. Con i frati ci sono il custode, padre Giuseppe Piemontese, e il ministro generale padre Marco Tasca.

”Sono molto scosso da questa notizia inattesa”. Così il presidente del Consiglio, Mario Monti, commenta l’annuncio di Benedetto XVI di voler lasciare il pontificato. Aveva avuto segnali, c’erano state avvisaglie? ”No” aggiunge Monti rispondendo ai giornalisti a margine di un convegno a Milano.

Il Papa soffre per dolori articolari e reumatici ma è anche il peso del suo ruolo a incidere sul suo stato generale: è quanto trapela da fonti mediche dello staff che lo segue. Il Pontefice è anche sofferente di fibrillazione atriale cronica ma, si è appreso, rifiuta i farmaci anticoagulanti prescritti.

Nel mese di marzo, probabilmente, avremo il nuovo Papa. Benedetto XVI non parteciperà al conclave. Ad annunciarlo è il portavoce Vaticano, Padre Federico Lombardi, aprendo una conferenza stampa: “Il Papa ci ha preso un po’ di sopresa. E’ stata una decisione personale, profonda, presa in clima di preghiera”. Il “motivo fondamentale è l’esame di coscienza sulle sue forze in rapporto al ministero da svolgere”. “Anche noi seguendo la sua attività abbiamo notato un po’ di stanchezza e affaticamento rispetto al passato, anche se ha svolto fino in fondo tutte le sue funzioni”.

“La breve dichiarazione del Papa è stata ascoltata con fiato sospeso dai presenti e credo che massima parte dei cardinali presenti” per il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto “non avesse informazione di quello che il Papa stava per annunciare”. Padre Lombardi ha spiegato che nelle sue parole il Papa si è richiamato al codice di diritto canonico, con una “dichiarazione formale del punto di vista giuridico importante. Nel codice, al canone 332 paragrafo 2 si legge: nel caso il cui il romano pontefice rinunci a suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e vanga debitamente manifestata, non si richiede che qualcuno la accetti”. “Mi sembra che le parole del Papa indichino una scelta fatta in piena libertà”.

Dove andrà Benedetto XVI quando lascerà il pontificato? “Quando inizia la sede vacante – ha detto padre Lombardi – il Papa si trasferisce prima a Castel Gandolfo e successivamente, quando sono finiti i lavori, dove c’era la sede del monastero delle suore di clausura sul colle Vaticano”.

Il testo integrale dell’annuncio
“Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa”. Cosi comincia il testo dell’annuncio delle dimissioni di Papa Benedetto XVI.

“Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio – prosegue il documento – sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”.

“Carissimi Fratelli – conclude il Papa – vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinchè assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio”.