Ammonta a circa 5 miliardi e 100 milioni di euro le somme che Regione siciliana potrà utilizzare per la direttrice ferroviaria Messina-Catania-Palermo.
L’obiettivo è migliorare la rete dei collegamenti nell’isola: sono 5 i macro-interventi individuati, 14 le opere previste. Lo prevede il contratto il Contratto istituzionale di sviluppo sottoscritto tra i ministri per la Coesione territoriale e dello Sviluppo Economico Fabrizio Barca e Corrado Passera, il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta e gli amministratori delegati di Fsi e Rfi Mauro Moretti e Michele Mario Elia. Gli interventi mirano a ridurre i tempi di percorrenza, frequenza e qualità del servizio fra tre importanti aree metropolitane, miglioramento dell’accessibilità delle aree interne della Sicilia centrale e meridionale, maggiore efficienza dei nodi ferroviari di Catania e Palermo.
Tra le opere individuate c’è la progettazione del raddoppio delle tratte Giampilieri – Fiumefreddo, Catania – Ognina e Catania centrale, Bicocca-Motta-Catenanuova e Catenanuova-Raddusa-Agira.
Per la tratta Raddusa-Enna-Fiumetorto è prevista la tempestiva realizzazione di uno studio di fattibilità, d’intesa con la Regione Siciliana, per valutare tre soluzioni alternative: riqualificazione della linea ferroviaria esistente; variante di tracciato Enna-Pollina-Castelbuono; variante di tracciato contigua all’asse autostradale Catania-Palermo.
E ancora: interventi lungo le linee Messina-Catania e Catania-Palermo e la realizzazione del nodo di Palermo. Andando alle fonti di finanziamento sono così ripartite: 1.153,5 mln fondi statali; 21 mln Legge Obiettivo; 500 mln sulla riduzione del cofinanziamento statale di cui al Piano d’Azione e Coesione; 517,2 mln dai Programmi comunitari 2007-2013(280 mln POR Sicilia, 237,2 mln PON ‘Reti e Mobilità); 217,3 mln del PON Trasporti 2000-2006 e 17 mln del Fondo Sviluppo e Coesione.


















