Ha deciso di denunciare tutto alle forze dell’ordine perché ritiene che la morte del suo cane sia legata alla negligenza e all’incompetenza di qualcuno. Lei, la proprietaria, Bianca Bonaccorso, è decisa ad andare sino in fondo. La storia ha inizio 5 mesi fa. Bianca ed il suo «Nigno », questo il nome dell’animale, stavano facendo una passeggiata in campagna, così decise di lasciarlo correre senza guinzaglio. Malauguratamente però un bambino, uscito all’improvviso dal cancello, fu afferrato per un polpaccio dal cane. Nulla di grave, un paio di escoriazioni superficiali. Così il bimbo venne portato in ospedale, mentre Bianca e la sua famiglia furono disponibili a qualsiasi evenienza. «Ci scusammo – racconta la donna- e andammo a parlare con la famiglia del ragazzo e loro, per buon cuore, non sporsero denuncia. Dopo qualche giorno, però, la Polizia municipale e il personale dell’Asp vennero nelle nostra abitazione a prelevare il cane. L’animale venne trasportato nel canile di Santa Margherita Belice. Fu microchippato e registrato come “cane morsicatore” appartenente al comune di Canicattì, e non come un animale di proprietà di un privato. La Polizia municipale ci ha multati come effettivi proprietari, poichè era senza guinzaglio e non aveva ancora il microchip. Ma nonostante il pagamento dei verbali, la persona che doveva occuparsi della vicenda e che doveva dare il benestare affinché potessi riavere il cane non volle mai darci il permesso. Provammo così ad adottarlo ma dal canile ci dissero che se non fosse arrivato dall’ufficio di competenza il permesso non lo avrebbero riportato a Canicattì. Il 27 dicembre scorso, però Nigno è morto colpito, secondo il veterinario dell’Asp, da una anemia fulminante. Così, adesso mi chiedo come è possibile che un cane venga prelevato dalla propria abitazione senza che ai suoi proprietari venga fatto firmare un qualsiasi documento».
CARMELO VELLA












