La saggezza popolare ha avuto ragione. Nel 2012 un tratto della strada Castellaccio è stato chiuso. Tuttavia, dopo un inverno di acqua, tanta acqua, quel tratto che molti tecnici avevano indicato pericoloso per il pubblico transito non ha subito alcun crollo o cedimento. In quel tratto, ironia della sorte, non è caduto un briciolo di terra. Il fondo stradale è migliore di tutto il resto della strada. La roccia solida rimane lì a guardarci non convinta di certe preoccupazioni.

Adesso invece la predetta strada è interessata da tre frane non previste da alcuno: due nel territorio di Racalmuto, di cui una di piccola entità e, un’altra, in prossimità del nostro centro abitato.


Ogni anno, con le piogge, diverse frane arrecano cedimenti in moltissime strade, anche in quelle regolarmente sottoposte alla manutenzione dell’ANAS. Un esempio è la strada Castrofilippo-Naro SS 410 al al km 0,500. Infatti, ogni anno, in quel tratto la strada “scivola”, nello stesso modo, verso valle e, ogni anno, viene ripristinata senza chiusure.

Questa strada non si può chiudere, sia chiaro!

Certamente qualcuno si preoccuperà di ripristinare la normale viabilità sulla strada Castellaccio così da assicurare ai cittadini Castrofilippesi il collegamento con le campagne e con la S.S. 640

Il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento ha preso un impegno pubblico per la riapertura del primo tratto chiuso a Novembre 2012.

La Commissione Straordinaria, che amministra il nostro paese, quindi non può non occuparsi della restante parte e provvedere alla sistemazione di quest’ultima frana.

Fino ad ora abbiamo aspettato la conclusione dell’iter della Provincia. Tempi lunghi e inaccettabili!

Questo Comitato continuerà a seguire tutti gli sviluppi, informerà i cittadini e intraprenderà tutte le iniziative che si renderanno necessarie. Non accetteremo passivamente la chiusura di una strada assolutamente fondamentale per i “normali” collegamenti del nostro piccolo comune, già troppo penalizzato, con il resto del mondo.

lettera aperta del comitato cittadino “pensiamoci noi”