Rimangono in carcere i fratelli Calogero e Vincenzo Messina, rispettivamente di 34 e 26 anni arrestati da polizia e carabinieri a febbraio per il tentato omicidio di Gioacchino Diana, 47 anni. Tentativo di omicidio avvenuto in contrada «Casalotti» alla periferia del paese ed all’interno di una pizzeria gestita dalla vittima.

Lo ha deciso il Gip di Agrigento, Alessandra Vella, che ha rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dai legali di fiducia dei due fratelli gli avvocati Angela Porcello e Carmen Augello. Il finimondo era scoppiato poco dopo le 21 del 4 febbraio scorso, quando Calogero e Vincenzo Messina, sarebbero giunti all’interno del locale armati di un fucile a canne mozze e di un bastone.


Appena dentro la pizzeria avevano cercato Gioacchino Diana, ma non trovandolo e mentre all’interno dell’esercizio commerciale vi erano alcuni clienti, avevano esploso dei colpi di fucile in aria gridando che sarebbero tornati. Poi si erano allontanati. Fatalità ha voluto però che mentre i due andavano via il loro obiettivo stava facendo ritorno nel proprio locale a bordo di un furgone Doblò. Gioacchino Diana, aveva avuto il tempo di rispondere alla telefonata della figlia, che lo avvisava che i due fratelli Messina lo stavano cercando, quando ha capito di trovarsi dinanzi a loro.

A questo punto ha bloccato ed abbandonato il mezzo proprio nell’istante in cui è stata esplosa una fucilata contro di lui che fortunatamente ha colpito il furgone nella parte posteriore. Non contento uno dei due fratelli aveva rincorso Diana per le campagne raggiungendolo e colpendolo con alcune bastonate che lo hanno fatto finire in ospedale con lievi ferite. Il tentato omicidio era scaturito per futili motivi. Adesso, i due legali di fiducia, che avevano chiesto al Gip un nuovo interrogatorio per i loro assisti hanno annunciato una richiesta di scarcerazione o di concessione dei domiciliari al Tribunale del Riesame.