La sede staccata del Tribunale di Canicattì non deve assolutamente chiudere. A lanciare l’appello sono gli avvocati che operano in città i quali si riconoscono nella presa di posizione del Consiglio nazionale forense che non ha mai condiviso una chiusura selvaggia degli uffici giudiziari non tenendo conto dei territori in cui ricadono e nemmeno della produttività degli uffici che si vorrebbe sopprimere per cercare di risparmiare.

Un appello fermo al nuovo governo e al nuovo parlamento affinché senza indugio dispongano la proroga del termine di entrata in vigore della revisione della geografia giudiziaria prevista per il 13 settembre 2013 che porterebbe alla soppressione anche degli uffici giudiziari in Italia e tra questi anche a Canicattì. La sezione distaccata di Canicattì -dichiara l’avvocato Vincenzo Avanzato, consigliere provinciale dell’ordine – rientra tra gli uffici che bisognerebbe mantenere. In ogni caso la data prevista di chiusura sarebbe quella del 13 settembre 2013 e non prima come paventata da esponenti politici locali “. Gli avvocati e gli addetti ai lavori che orbitano intorno alla sezione distaccata di Canicattì oltre un anno fa avevano anche interessato della questione anche i senatori D’Alia e Lumia ma di risultati non se ne sono visti nonostante gli impegni presi. “Al di là dell’iniziativa del nostro Consiglio nazionale forense -aggiunge Avanzato- sarebbe il caso che tutti gli amministratori locali e regionali attraverso anche i neo parlamentari nazionali sostengano una battaglia di civiltà e legalità su questo fronte che interessa tutti senza alcuna distinzione”.


Sulla vicenda nei giorni scorsi era intervenuto il sindaco che in vista dell’annunciata chiusura aveva anticipato la richiesta di un incontro con il presidente del tribunale di Agrigento, Luigi D’Angelo, per chiedergli la possibilità di salvare almeno l’ufficio del Giudice di pace. Corbo, in particolare aveva affermato che la sede del Tribunale avrebbe chiuso entro il prossimo mese di giugno. Per gli avvocati, le associazioni cittadine che si battono per l’affermazione di valori come la Legalità e la Giustizia ed i cittadini invece bisognerebbe battersi per mantenere gli uffici giudiziari per intero a Canicattì. Al contrario significherebbe uccidere o comunque tradire la memoria di Rosario Livatino, Antonino e Stefano Saetta che per l’affermazione di questi valori hanno sacrificato la loro vita. La Sezione distaccata del Tribunale serve i comuni di Canicattì, Naro, Camastra, Racalmuto, Grotte e Castrofilippo con un contenzioso nell’ultimo triennio 2008, 2010 di 738 controversie civili iscritte a ruolo e di 176 controversie penali.