Il crollo dell’edificio di via Carmine, che tre anni fa costò la vita alle sorellina Marianna e Chiara Pia bellavia, non è ascrivibile a cause naturali. Lo hanno dichiarato ieri i due consulenti che per conto della Procura della Repubblica di Agrigento hanno effettuato indagini geologiche nell’area del disastro. Domenico Vinti e Marcello Militello hanno detto: “Sono da escludere falde idriche nella zona, frane, smottamenti. Non ci sono cave in via Carmine, quindi non ci sono state cause geologiche all’origine del crollo della palazzina”. Subito dopo sono stati escudssi altri due consulenti della procura, Giuseppe Riccobene e Carlo Butticè i quali hanno sostanzialmente detto che “intorno alla casa crollata ci furono nel corso degli anni precedenti vari crolli. Non avendo appoggi, e senza alcun intervento di consolidamento, l’immobile doveva essere demolito”.














