“Diritto e Giustizia” questo il tema della giornata di studi promossa e organizzata e dal Lions Club Canicattì Host e dall’Ordine degli Avvocati di Agrigento e patrocinata dal Comune di Canicattì.
L’incontro si è tenuto a Canicattì nella sala convegni di Palazzo Stella sabato 2 febbraio 2013 ed è stato coordinato dall’Avv. Vincenzo Avanzato, Responsabile per la formazione dell’Ordine degli Avvocati.
L’Avv. Avanzato dopo aver rivolto i saluti ai partecipanti e presentato gli obiettivi della giornata di studio si è soffermato sulle norme costituzionali sulla giurisdizione.
Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento Avv. Antonino Gaziano, ha portato il saluto ai partecipanti.
L’Avv. Gaziano non ha mancato di evidenziare l’ingiusta legge elettorale che lede fortemente il principio costituzionalmente garantito della sovranità popolare.
Relatori sono stati il Professore Vittorio Villa Ordinario di Filosofia
del diritto presso l’Università degli Studi di Palermo e l’Avv. Diego Guadagnino del Foro di Agrigento.
La relazione introduttiva è stata affidata all’Avv. Giovanni Tesè, Presidente del Lions Club Canicattì Host.
L’Avv. Giovanni Tesè preliminarmente ha espresso un forte e deciso dissenso alla decisione, prevista dal provvedimento legislativo noto come “Taglia Tribunali”, di privare la città di Canicattì e del suo hinterland della sezione distaccata del Tribunale di Agrigento e dell’Ufficio del Giudice di Pace e nello stesso tempo ha espresso “la più alta e sentita solidarietà all’Ordine degli Avvocati di Agrigento per le battaglie intraprese per fronteggiare e risolvere la grave situazione in cui si trova il Tribunale di Agrigento a causa dell’ormai cronica carenza di magistrati rispetto alle previsioni di organico”.
L’Avv. Tesè ha evidenziato al riguardo che tanto il Tribunale di Agrigento quanto la sede distaccata di Canicattì rappresentano presidi di giustizia essenziali e punto di riferimento non soltanto per gli addetti ai lavori ma anche e soprattutto per tutti i cittadini e pertanto beni di tutta la comunità che devono essere salvaguardati e difesi da tutti.
Passando ad introdurre il tema della giornata di studio l’Avv. Tesè ha sottolineato che il tema proposto non è soltanto di rilevante importanza sul piano letterario, filosofico, dottrinale o giuridico, ma specie nel tempo presente, nell’epoca post-ideologica e post-moderna, è profondamente attuale e presenta notevoli implicazioni pratiche. L’appello alla giustizia, la domanda di un diritto giusto, al servizio dei valori “universali” della persona, dell’uomo e del valore “assoluto” della vita, infatti, si fa ogni giorno sempre più pressante con una crescente domanda di provvedimenti giudiziari diretti a “moralizzare” l’economia, la società civile, le sue istituzioni, le relazione comunitarie e personali.
L’Avv. Tesè ha evidenziato ancora che il rapporto tra «Diritto e giustizia è un tema che ha radici molto lontane e che i due termini con alto valore polisemico, spesso erroneamente considerati come sinonimi ma profondamente connessi in un rapporto complesso, talvolta difficile e controverso o addirittura antitetico, hanno dato vita a un interminabile confronto, ad un “eterno conflitto” senza giungere, però, a conclusioni maggioritariamente condivise».
L’indignazione per il diritto “ingiusto”, ha sottolineato Giovanni Tesè, è un sentimento che è stato sempre presente nella storia dell’uomo e specialmente nella storia dei popoli europei ed è stato testimoniato da eroi del passato e del presente che non hanno esitato a sacrificare la vita per la vera giustizia e per la libertà. La ribellione al diritto “ingiusto” è stata rappresentata con particolare efficacia nell’Antìgone di Sofocle. Ancora oggi, infatti, Antìgone simboleggia l’espressione più alta dell’indignazione e della ribellione alla “giustizia secondo la legge” o meglio al “diritto ingiusto”.
Il prof. Vittorio Villa che ha trattato il tema: “Concetto e concezione di giustizia”, dopo un’ampia disquisizione giuridico – filosofica, ha affermato testualmente che: « … oggi si può senz’altro dire che è “ingiusto”, tratta “ingiustamente” le persone, uno Stato che non rispetta i diritti umani fondamentali (i diritti della persona).
“Possiamo considerare questa affermazione” , ha sottolineato ancora il Prof. Villa, “il minimo comune etico di riferimento per la comunità mondiale, il parametro minimale della giustizia.”
“Questa idea trova sempre nuovi proseliti, ma non sempre nelle forme corrette, e non sempre svolgendo il ruolo di “obiettivo reale” dell’azione politica degli stati” ha aggiunto il Prof. Villa.
Concludendo il Prof. Vittorio Villa ha detto testualmente che «Un approccio relativistico suggerisce forme blande di proselitismo. Soprattutto suggerisce di non usare, per esportare i diritti umani, la logica della forza, ma quella del dialogo mirante al convincimento, teso a mostrare come, anche dal punto di vista di quell’altra cultura cui si rivolge il messaggio, conviene difenderli e coltivarli.»
L’avv. Guadagnino ha trattato il tema “Giustizia e Diritto” evidenziano in modo particolare la dicotomia tra “diritto” e “giustizia”
«Dovendo trattare del rapporto tra giustizia e diritto» ha sottolineato l’Avv. Guadagnino «necessariamente dovrò inoltrarmi nei territori della filosofia e della poesia, poiché all’una e all’altra appartengono i due testi classici da cui si dipartono le direttrici che nella cultura occidentale focalizzano il senso della giustizia che vive nell’individuo e l’imperativo normativo consacrato dal diritto . Mi riferisco all’Antigone di Sofocle e al Critone di Platone. … Platone teorizza una sottomissione del cittadino al diritto, fatto legge (e quindi istituzione, e quindi stato) che possiamo definire autoritaria. Nella sua polis le giuste ragioni individuali debbono tacere davanti alla legge, anche se ingiusta. Questa la tesi che viene sviluppata nelle opere politiche del filosofo di Atene, alle quali appartiene il dialogo di Critone….. Anche nell’Antigone, troviamo “idee” che diventano “personaggi”. Fuori le mura di Tebe giace insepolto il corpo di Polinice, fratello di Antigone, considerato traditore della patria per aver combattuto contro Tebe in una guerra fratricida tra tebani. Creonte, re tirannico e autoritario, dispone che a quel cadavere non venga data sepoltura affinché diventi pasto di rapaci. Ma Antigone, disubbidendo alla legge civile, ma ubbidendo a quella divina della pietas, nottetempo esce fuori dalla città e seppellisce il fratello. Scoperta, viene condannata a essere rinchiusa a vita in una grotta, dove si impicca. Come si può notare, tra Antigone-giustizia e Creonte-istituzione s’interpone il cadavere di Polinice, che rappresenta il topos in cui s’incrociano due punti di vista opposti. Contrariamente a Socrate che rifiuta di fuggire davanti all’ingiusta condanna, Antigone sceglie di violare la legge, e col suo personaggio la disubbidienza civile diventa valore, fatto, questo, che ne fa un archetipo e un’icona della sensibilità contemporanea».
L’Avv. Guadagnino ha concluso la sua relazione affermando testualmente che: “Con uno schematismo funzionale alla chiarezza, possiamo dire che lo Stato si dovrebbe assumere il compito di tradurre in norme di diritto tutto quanto si vada appalesando necessario per salvaguardare l’ambiente e assicurare la sopravvivenza della vita sul pianeta; il cittadino da parte sua, oltre a rispettare la norma, dovrebbe coltivare in sé una sensibilità che includa un rapporto vivo con tutto ciò che lo circonda, in modo da determinare quel cambiamento antropologico inteso a ridargli il posto che gli compete nell’armonia del cosmo.
In questo spazio interagente tra individuo e istituzione, oggi è calata un’ombra inquietante : il predominio dell’economia sulla politica ( e sull’economia a sua volta quello della parte peggiore di sé, la finanza). L’impotenza della politica e la potenza del denaro fanno si che lo stato, come nella tragedia di Sofocle, ancora una volta si presenti con il volto di Creonte. Resta al cittadino la scelta sul come far rivivere lo spirito di Antigone».
Grande apprezzamento è stato manifestato per tutti i relatori ed è stato chiesto unanimemente di pubblicare gli atti dell’apprezzata e proficua giornata di studio.



















