«La richiesta di commissariamento del consorzio acquedottistico Tre Sorgenti di Canicattì è illegittima e non vi sono i presupposti perché venga accettata da parte della regione siciliana». E’ questo quanto sostiene il presidente uscente dell’ente che ha sede in largo Verri a Cannicattì, l’avvocato Giuseppe Malfitano. «Mi preme sottolineare – dichiara Malfitano- come un’ipotesi di commissariamento dovrebbe essere assai lontana dal concretizzarsi per diversi motivi. Il consorzio, ad esempio – aggiunge Malfitano- seppur in regime di prorogatio, è retto da un consiglio direttivo che ha agito sempre nel solco della legalità e nella correttezza istituzionale, privilegiando un’azione tesa a far risparmiare l’ente in ogni occasione. Lo stesso consiglio direttivo e il proprio Presidente – continua l’avvocato Malfitano- hanno, pur in una fase transitoria come quella attuale, rispettato le necessità, che si sono registrate come quella ad esempio del rinnovo dei contratti a tempo determinato, garantendo, da un lato i lavoratori, e dall’altro la sostenibilità della spesa per l’ente, tutto questo già in fase di prorogatio dei termini. Il commissariamento inoltre, – continua il Presidente uscente- non è stato decretato neanche in momenti ben più gravi e urgenti per l’ente, quali quelli appena passati che hanno visto coinvolto il Tre Sorgenti in indagini di notevole gravità, questo a dimostrazione dell’estrema residualità della prospettiva commissariale relegata in realtà ad ipotesi gravi e straordinarie secondo la normativa di riferimento. Atti urgenti e indifferibili, come la necessità di proporre appello avverso due cause vinte da altrettanti lavoratori del consorzio che hanno visto trasformato il loro rapporto in contratto a tempo indeterminato o, viceversa, immaginare un’ipotesi d’accordo che, sostenibilità delle casse consortili permettendo, preveda l’estensione dei benefici già concessi dalla giustizia ai due lavoratori anche agli altri dipendenti, non possono che essere lasciati alla valutazione di un consiglio direttivo democraticamente eletto, seppur in prorogatio. «La richiesta di commissariamento, infine, – conclude Giuseppe Malfitano- è illegittima, perché votata in una delibera priva del quorum legale e del tutto immotivata”. Nei giorni scorsi era stata inviata a Palermo, all’Assessorato Regionale agli enti locali, una richiesta di commissariamento del Tre Sorgenti sottoscritta dai sindaci dei comuni di Canicattì, Ravanusa e Campobello di Licata.. I tre enti, avevano chiesto alla Regione, che il commissario gestisca il consorzio fino all’elezione dei sindaci e dei consigli comunali di quattro comuni consorziati su sette che andranno alle urne il prossimo mese di giugno. Adesso spetterà all’assessorato competente decidere se questo basti per effettuare il commissariamento dell’ente oppure se la richiesta inviata dalle tre amministrazioni comunali non sia da tenere in considerazione. Alla luce di quanto avvenuto adesso per eleggere il nuovo consiglio d’amministrazione dell’ente e quindi il nuovo Presidente, occorrerà attendere la fine delle prossime elezioni amministrative. Questo, affinché i nuovi amministratori di Licata, Ravanusa, Grotte e Palma di Montechiaro, comuni che fanno parte del consorzio, possano partecipare alla riunione dei sindaci con propri rappresentanti».
C.V.












