Un video inedito girato tra i corpi dilaniati e le macerie di via D’Amelio era stato visionato quattro giorni fa in aula a Caltanissetta, nel corso del processo – il quarto – per la strage in cui furono trucidati il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta. In quelle immagini però non vi è traccia dell’agenda rossa – il diario in cui il giudice Paolo Borsellino era solito scrivere spunti investigativi, riflessioni e appunti – che comparirebbe invece nel filmato girato dai vigili del fuoco reso noto da Repubblica e trasmesso oggi anche da Sky Tg24.
Nel lunghissimo video girato dai vigili del fuoco poco dopo la strage e ricomparso dopo 19 anni si vede per due volte un rettangolo rosso sotto il parafango di un’auto semidistrutta nell’inferno di via D’Amelio. Potrebbe essere proprio l’agenda rossa. Le immagini sarebbero sempre state in mano agli investigatori, ma a quanto pare nessuno finora aveva dato importanza a quelle sequenze. La presunta agenda rossa appare per terra – apparentemente intatta – accanto al cadavere carbonizzato di una vittima, che non è Borsellino. Nella seconda sequenza, più nitida, presumibilmente un uomo di cui si vedono solo la scarpa scura e il pantalone chiaro scansa più volte con il piede un cartone – sembra un parasole per auto – che si trova accanto all’agenda, forse nell’intento di coprirla.
“Se fosse vero, sarebbe pazzesco”, ha sottolineato il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari vedendo la foto. Poi però ha precisato: “Il fotogramma pubblicato oggi dal quotidiano La Repubblica appartiene al filmato girato il 19 luglio 1992 dai vigili del fuoco di Palermo, che è stato depositato nel processo ‘Borsellino bis’, e nel procedimento ‘Agenda Rossa’, a carico dell’allora capitano dei carabinieri Giovanni Arcangioli. L’oggetto somigliante ad una agenda, ma in realtà di minore spessore rispetto all’agenda rossa del dott. Borsellino, raffigurato nel fotogramma, non si trova – come si afferma nell’articolo del quotidiano accanto al corpo di quest’ultimo – bensì accanto alla salma dell’agente di scorta Emanuela Loi. Il corpo di quest’ultima si trovava accanto ad una autovettura citroen BX parcheggiata in Via d’Amelio a circa 20 metri di distanza dal luogo in cui è stato rinvenuto il corpo del dott. Borsellino”.
“Ammesso e non concesso – aggiunge Lari – che l’oggetto raffigurato nel fotogramma possa essere l’agenda rossa di Borsellino, è quasi impossibile fornire una spiegazione logicamente attendibile su come possa essere arrivata in quel luogo. Vi sono, pertanto, molte ragioni per prendere quantomeno con il beneficio di inventario la notizia fornita dal quotidiano La Repubblica. Ciò non toglie che la Procura di Caltanissetta verificherà approfonditamente anche questa notizia per scongiurare che il mistero della scomparsa dell’ agenda rossa di Paolo Borsellino si infittisca ulteriormente a discapito dell’accertamento della verità, sottoposta proprio in questi giorni a verifica dibattimentale”.












